SABRINA PERSECHINO OPTICAL

Sabrina Persechino ha presentato durante AltaRoma il 27 Giugno 2018, presso il palazzo delle esposizioni di Roma,la sua nuova collezione OPTICAL.

Elegante e raffinata, è il frutto dell’analisi di opere contemporanee che vengono definite “cutting architecture” -tra cui ricordiamo il Next Gene 20 Project, o il Masterplan di Beirut- senza mai tralasciare un riferimento all’architettura classica con il richiamo alle decorazioni vettoriali dei fregi ellenici. 

 

Le moderne tecniche del laser, le linee pulite proprie dell’architettura in una interpretazione contemporanea della tradizione classica. I pizzi e i merletti sono rivisitati e resi modernissimi grazie all’ausilio dei programmi di grafica vettoriale e delle incisioni al laser.

Si potrebbe parlare di optical art, un’arte astratta, essenzialmente grafica, basata su una rigorosa definizione del metodo operativo che in movimento provoca illusioni ottiche. Attraverso linee collocate in griglie modulari e strutturali diverse si creano effetti che inducono uno stato di instabilità percettiva stimolando il coinvolgimento dell’osservatore. Questa espressione artistica, che si sviluppa negli anni ’70, riprende ancora una volta la ricerca del Bauhaus, di De Stijl, quella concretezza e quella cinetica del Futurismo, dando risalto ai puri valori visivi.

Optical Art declinata seguendo linee parallele per i bianchi e i verdi in cachemire e faillee, a raggiera per i rossi e i corallo in tasmania e cachemire, spezzate estremamente geometriche con riferimenti ellenici per i neri in crepe di seta. Ad accompagnare i colori elencati, outfit curcuma con stampe, anch’esse ottiche e geometriche nei colori arancio e tortora.

Outfit rigorosamente lineari e geometrici, come sempre di forte impronta architettonica, ma di estrema eleganza e sensualità, tra cui immancabili i capispalla e le tute, oltre che abiti da cocktail e da grande soirée.

Ciò a rimarcare la contemporaneità delle ispirazioni riportando lo sguardo agli anni Settanta e a encomiare lo staff dell’Atelier Persechino costituito da sole donne di dolce e costruttiva capartbietà e determinazione.  

FAKELAB 

Giocare con la moda in maniera divertente e irriverente. Mixare in modo originale la grande forza evocativa di famosissimi brand non solo del comparto fashion ma anche design, food, beverage e altro ancora. Una parodia che è al tempo stesso conferma dell’appeal dei marchi icona 

Questo il concept che sta alla base di FakeLab, il nuovo brand nato da un’idea creativa dei due giovani fondatori: Gianmario Matera e Armando Limoni.

Le Fake T-shirt stanno spopolano tra i giovani e impazzano anche tra i vip che si divertono ad abbinarli ai marchi fashion più cool e internazionali. 

 Non si possono scambiare per falsi, perché l’intento è dichiarato ed espresso apertamente, dal nome del brand Fake-falso appunto e dalla sua etichetta FakeLab.

HAIR FASHION NIGHT ALL’ACCADEMIA L’ORÈAL DI ROMA

Musica, divertimento e bellezza. La sera del solstizio d’estate L’Oréal Professionnel ha aperto, a tutte le donne, le porte dei suoi saloni per una serata all’insegna della bellezza professionale.

 

Hair stylist : Anna Romaniello per L’Orèal

Nella sede romana di L’Oréal, L’Accademia di piazza Mignanelli, si è svolto giovedi sera l’evento vetrina dell’Hair Fashion Night. In una notte in cui mille saloni in Italia hanno accolto le donne per celebrare la bellezza, 150 donne romane hanno potuto scegliere un’acconciatura e provare in anteprima Colorful Hair Flash, l’hair make up dai colori stravaganti che dura solo uno shampoo. In un’atmosfera simile a quella che si respira nei backstage, 25 parrucchieri affiancati dai make up artist NYX Professional MakeUp e dagli esperti di Decléor, brand skincare che basa la sua filosofia sugli oli essenziali, hanno accolto le donne romane che si sono fatte coccolare ed hanno scoperto la differenza professionale.

Grazie a Fabio Nicolai Pr Manager L’Orèal Italia

SARTORIAL MONK SS19

Nel processo di creazione delle collezioni uomo e donna di Sartorial Monk, Sabàto Russo individua ogni stagione principi profondi, lontani dall’occidente e fuori dal tempo (che applica nella sua vita e nella creazione rivelandosi giusti e infinitamente attuali.)

Per la stagione Spring Summer 2019 la fonte d’ispirazione è una parola giapponese che Sabàto scopre negli scritti di fine ‘800 dello scrittore Lafcadio Hearn (19850 – 1904) che appare anche in altre filosofie: “kokoro”, “lo sguardo che coglie il cuore delle cose”.

Lafcadio, nato a Leucade (27.06.1850), l’isola più segreta dello Ionio, da padre irlandese e madre greca, lavora a lungo come giornalista negli Stati Uniti del Sud. Curioso e appassionato del nuovo e diverso, si trasferisce nel Giappone poco noto di quell’epoca e diventa scrittore. Ormai naturalizzato, pubblica in lingua giapponese una serie di libri di favole e pensieri. Scritti che Sabàto coglie e “raccoglie”: il percorso umano e culturale di questo scrittore di mente aperta e sentimenti liberi gli ricorda la sua vita e i suoi percorsi tra occidente e oriente, da una professione all’altra, alla ricerca di un modo sempre più speciale di esprimersi nella creazione e di una diversa attitudine che gli permette di scegliere forme, colori e tessuti sempre più liberi e leggeri.

La collezione Sartorial Monk Spring Summer 2019 è la risposta ai concetti di essenzialità, sensibilità, semplicità e fluidità. Di purificazione. È quasi una sorta di meditazione: giusto immergersi nella pace che scaturisce da ciò che è essenziale e sufficiente, lontano dalle tendenze capricciose, lontano dalla massa. Entra e vince la quiete interiore. Partendo dal concetto di “kokoro”, che racchiude cuore, spirito, essenza, soffio vitale, anima. L’inner meaning, il significato interiore, si cerca e si segue in ogni atto dell’esistenza. Così prendono “vita” abiti, materiali, forme e colori.

Forme libere e sciolte, colori definiti ma leggeri, tessuti che volano e accarezzano, lunghezze che sfiorano. C’è del lino, molta seta, la lana sottile, il dévoré, in un miscuglio ordinato ed essenziale. Tutto diventa un elogio al cuore, come fosse la via prescelta per trovare l’armonia, una strada da percorrere a piedi rigorosamente scalzi, lei e lui, con la pelle lasciata nuda, libera di provare la sensazione intensa che viene dall’altissima qualità delle materie.

L’abito diventa espressione stessa della persona, la sua essenza, la sua anima. Mai il contrario, mai un travestimento. Con grande pace e morbido distacco.

Qualche highlight: per lei l’abito lungo e carezzevole, la blusa tagliata in sbieco morbida sul collo, il tubino snello e sottile; per lui la camicia morbida e la vestaglia lunga e sinuosa in velluto effetto liquido. Più la maglieria per entrambi, con lavorazioni di viscose fluide, o grandi coste e intrecci a rilievo, per forme sempre grandi e accoglienti.