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IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 – AL CINEMA DAL 29 APRILE

Sono aperte le prevendite del nuovo film targato 20th Century Studios, Il Diavolo Veste Prada 2. Per prenotare i biglietti è possibile accedere al sito https://www.thedevilwearsprada.it/, in continuo aggiornamento.

A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nell’atteso sequel del film del 2006 che ha segnato una generazione.

Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di nuovi attori tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak e Conrad Ricamora. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.

Il Diavolo Veste Prada 2 è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 aprile 2026. 

KEIRA ANN ALVARES GANAPATHY E OTTO VADSKAER SONO I VINCITORI DELLA 41a ELITE MODEL LOOK WORLD FINAL

Per oltre quattro decenni, Elite Model Look ha attraversato continenti e culture alla ricerca di volti capaci di interpretare e anticipare l’evoluzione della bellezza contemporanea. È da questo straordinario osservatorio globale che sono partite le carriere delle supermodelle più leggendarie di sempre, icone che hanno segnato epoche e continuano a ispirare generazioni. Da Cindy Crawford a Gisele Bündchen, da Alessandra Ambrosio a Lara Stone, fino alle voci più attuali e influenti della moda globale come Vittoria Ceretti, Mona Tougaard, Fei Fei Sun, Mayowa Nicholas, Matthew Bell e Davidson Obennebo. Ognuna di queste star ha mosso i primi passi nel settore grazie allo sguardo attento e visionario degli scout Elite, capaci di individuare talenti destinati a riscrivere le regole dell’estetica e dello stile.

Oggi, quel viaggio alla scoperta del futuro della moda ha fatto tappa in Italia, scegliendo una cornice di straordinario prestigio storico e artistico per la sua attesissima finale. La 41ª edizione della World Final di Elite Model Look si è tenuta il 17 luglio a Roma, trasformando uno dei gioielli più preziosi del Rinascimento in un palcoscenico internazionale sotto i riflettori della moda globale. Le Corsie Sistine dell’Arcispedale di Santo Spirito in Sassia, uno dei complessi monumentali più antichi e affascinanti della Capitale, hanno rappresentato una location dal valore inestimabile. Questo capolavoro architettonico voluto da Papa Sisto IV nel 1475, celebre per i suoi vasti cicli di affreschi e per la struttura imponente che si sviluppa per oltre 120 metri di lunghezza, con le sue magnifiche volte lignee e le decorazioni quattrocentesche, ha offerto un contrasto suggestivo e potente con la modernità e il dinamismo della passerella.

Al termine della sfilata sono stati proclamati i due giovani talenti che entreranno a far parte del network internazionale di Elite, firmando un contratto che rappresenta il primo passo concreto verso una carriera nel mondo della moda: la diciannovenne Keira Ann Alvares Ganapathy, dall’India e il sedicenne danese Otto Vadskaer. Due giovani promesse che seguono così le orme delle leggende che hanno fatto la storia del fashion.

Keira, studentessa universitaria al secondo anno di psicologia e giornalismo, ama leggere, cucinare e trascorrere il tempo con i suoi animali: ha infatti ben otto cani e un gatto. Otto, invece, oltre agli studi coltiva una grande passione per lo sport: pratica hockey, ama correre e fare snowboard. Appassionato anche di scacchi e di lingue straniere, parla già fluentemente quattro lingue oltre al danese: inglese, tedesco e spagnolo, dimostrando una naturale curiosità verso culture e realtà internazionali.

50 finalisti, provenienti da ogni angolo del pianeta, hanno vissuto un’esperienza indimenticabile. Selezionati attraverso i casting di Elite Model Look in tutto il mondo, un contest che negli anni ha saputo creare un archivio impareggiabile di volti e storie, ragazzi e ragazze, ciascuno interprete di una bellezza e di un talento unici, si sono sfidati per entrare nel mondo professionale della moda. In palio un posto nel network esclusivo delle agenzie Elite, un biglietto da visita che rappresenta da sempre una garanzia di visibilità e successo globale.

Prima di affrontare la passerella finale, i protagonisti di questa edizione hanno vissuto un’esperienza immersiva e formativa unica, pensata per prepararli non solo all’evento ma all’intero percorso professionale che li attende. Dal 13 al 16 luglio, Villa Cornetto-Bourlot, magnifica villa settecentesca immersa nel parco secolare della Tenuta Sant’Antonio, nel cuore di Tivoli, ha ospitato l’esclusivo Elite Model Look Bootcamp. Questa oasi di pace e bellezza senza tempo, circondata dal verde della campagna laziale e ricca di suggestioni storiche, è stata per quattro giorni il centro nevralgico della formazione e della crescita dei talenti di domani.

Il model bootcamp è stato concepito come un percorso a 360 gradi, andando ben oltre la semplice preparazione tecnica alla sfilata. I finalisti hanno lavorato a stretto contatto con i professionisti dell’agenzia e con esperti del settore in un programma intensivo che spaziava dallo studio dell’immagine, allo styling al coaching personalizzato. Sono state previste sessioni dedicate agli shooting fotografici professionali e workshop mirati su come affrontare i casting e padroneggiare il linguaggio tecnico della moda. Durante la settimana, i 50  finalisti hanno avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con i top model ed ex alumni di Elite Model Look, Ruben Rua e Valeria Buldini, che in qualità di mentorli hanno guidati nei segreti della camminata e hanno fornito loro preziosi consigli e suggerimenti per affrontare al meglio il mondo della moda.

Particolare attenzione è stata dedicata alla comunicazione: il programma ha incluso moduli di social media training per imparare a gestire la propria immagine online, sessioni sulla creazione di contenuti digitali e approfondimenti sullo sviluppo del personal branding. L’obiettivo è stato fornire a questi giovani talenti gli strumenti concreti e le competenze fondamentali per affrontare con consapevolezza, professionalità e solidità le sfide di un settore complesso e competitivo come quello della moda.

L’esperienza del model bootcamp è stata concepita come un percorso a 360 gradi, pensato per promuovere l’empowerment personale e professionale dei ragazzi coinvolti in un’ottica di crescita integrale della persona. Le attività quotidiane – walking, shooting fotografici, sessioni di hair & make-up – sono state affiancate dal prezioso lavoro di coach ed esperti internazionali, che hanno guidato i finalisti in approfondimenti dedicati al benessere psicofisico, con particolare attenzione alla mindfulness e alla gestione dello stress legato alla performance.

In questa direzione, è stato fondamentale il contributo dei professionisti del CONI, che hanno incontrato i ragazzi per sottolineare l’importanza dello sport e di una corretta alimentazione come pilastri essenziali per il benessere e la performance di un modello. Un messaggio prezioso che ha arricchito il bagaglio di consapevolezza dei giovani talenti, chiamati a prendersi cura non solo dell’immagine, ma anche del proprio equilibrio interiore.

Ad accompagnare i due capitoli più attesi della 41ª Elite Model Look World Final – l’intensità formativa del model bootcamp e la serata finale sul palco delle Corsie Sistine – c’è stata Gas, official clothing partner dell’evento. Una partnership che mette al centro individualità, espressione personale e libertà di costruire il proprio percorso. Per la 41a Elite Model Look World Final, Gas ha portato in passerella un’identità creativa rinnovata sotto la guida di Tony Ranalli: un linguaggio più diretto, irriverente e sicuro di sé, giovane senza essere prevedibile. Le radici denim del brand sono diventate il punto di partenza per look energici e dinamici. I finalisti hanno indossato esclusivamente il brand, avvolti in uno stile contemporaneo che celebra l’autenticità e il carisma di chi si prepara a calcare i palcoscenici più esclusivi della moda internazionale.

A rendere ancora più coinvolgente la serata è stata l’esibizione di MIDA, guest star della 41ª Elite Model Look World Final. L’artista ha conquistato il pubblico con una performance dal vivo in cui ha interpretato alcuni dei suoi brani più iconici, aggiungendo una forte componente musicale ed emozionale all’evento. La sua presenza ha contribuito a rendere la finale un vero spettacolo capace di unire moda, talento e intrattenimento, regalando agli ospiti e ai finalisti un momento di grande energia.

Il percorso formativo è stato sapientemente bilanciato da momenti culturali e attività ricreative, pensati per favorire lo spirito di gruppo e allentare la tensione inevitabile di giorni così intensi. I finalisti hanno potuto mettersi alla prova in una divertente challenge culinaria: grazie al contributo di Forno Bonomi, hanno preparato con entusiasmo il loro tiramisù, per poi gustarlo insieme in un’atmosfera di sana e spensierata convivialità. Un momento leggero che ha spezzato la routine e rafforzato i legami tra i ragazzi.

Non è mancato un appuntamento con l’eleganza e lo sport: i finalisti hanno assistito a un’esclusiva partita di polo organizzata presso l’Acquedotto Romano Polo Club, seguita da una fantastica cena a base di autentico asado argentino, che ha regalato loro un assaggio di culture lontane e un’indimenticabile serata di condivisione.

E infine, il suggestivo tributo alla città che li ha ospitati: una visita guidata alla scoperta di Roma, con i ragazzi che hanno potuto ammirare la bellezza eterna della Capitale dall’alto della terrazza del Campidoglio, vivendo un momento di pura emozione a contatto con la storia, l’arte e la magnificenza di una delle città più affascinanti del mondo.

Al termine di questo intenso percorso di formazione e crescita, il 17 luglio la città di Roma ha accolto l’evento più atteso della manifestazione: a supporto dell’iniziativa, il patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale guidato da Alessandro Onorato e il patrocinio dell’Italian Trade Agency. La storica Corsia Sistina si è trasformata in una passerella spettacolare dove i finalisti hanno mosso i loro primi passi decisivi nel settore davanti a trecento ospiti selezionati, tra cui rappresentanti del mondo della moda, del giornalismo, della cultura e dello spettacolo.

“Siamo orgogliosi che Roma abbia ospitato la finale mondiale della 41° edizione dell’Elite Model Look per la prima volta dal 1983, anno della prima edizione in Messico del concorso più importante per le modelle” – ha dichiarato Alessandro Onorato – “Un appuntamento che, negli anni, è stato il trampolino di lancio di star internazionali come Cindy Crawford o Lara Stone. Complimenti a tutti i partecipanti che sono arrivati in finale e soprattutto a chi ha vinto. L’aver avuto in città questa serata è la conferma di come Roma sia tornata centrale nel mondo della moda: non è un caso che, con noi, sono tornati a sfilare i brand più importanti al mondo e, per la prima volta, anche marchi come Dolce&Gabbana e Chanel il prossimo 2 dicembre.”

Elite desidera ringraziare tutti i partner che hanno reso possibile questa straordinaria edizione romana: il main partner Gas, Accademia Costume e Moda, Blanx, Andrea Benvenuti – Fideuram, CSA, DAM, Elite Beauty, Elite Eyewear, Elite Make Up, Elite Perfumes, Federici, Filette, Fluxus, Forno Bonomi, Ga.Ma, Maria Nila, Prep, Unidata.

PHOTO CREDITS ARIANNA CAROTTA

Antonio Martino Couture presenta Riflessi Notturni – PVC Couture – 11 luglio 2026 – Terrazza del Pincio – Ensemble – Atelier Fashion Show 2026

Una nuova visione, una nuova interpretazione di un materiale iconico il PVC, questo sarà il leitmotiv di “Riflessi Notturni – PVC Couture” la nuova collezione che Antonio Martino Couture presenterà il prossimo 11 luglio sulla Terrazza del Pincio, nell’ambito di Ensemble – Atelier Fashion Show 2026, la sfilata collettiva  promossa  dall’Assessorato Grando Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e dall’Assessorato  Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Industria, Internazionalizzazione della Regione Lazio.

Il trench in PVC: una nuova architettura moderna e all’avanguardia   Antonio Martino Couture lo reinterpreta trasformandolo da icona funzionale a manifesto estetico contemporaneo. La collezione esplora il dialogo tra protezione e vulnerabilità, struttura e trasparenza, memoria e futuro. 

Nato come capo militare e successivamente diventato simbolo di ribellione urbana e modernità, il trench viene destrutturato e ricostruito attraverso nuovi volumi, tagli scultorei e proporzioni inaspettate. Il PVC, materiale lucido e riflettente, diventa una seconda pelle capace di catturare luce, movimento e identità. 

Le silhouette si allontanano dalla rigidità classica per aprirsi a forme fluide e architettoniche: spalle amplificate, maniche oversize, trasparenze stratificate e costruzioni modulari definiscono un’estetica sofisticata e radicale. Il capo tradizionalmente associato alla protezione si evolve così in uno strumento di espressione personale e visione contemporanea. 

La collezione unisce artigianalità couture e ricerca sperimentale, mantenendo una forte attenzione alla costruzione sartoriale. Ogni trench è pensato come un oggetto dinamico, in cui il materiale plastico dialoga con linee essenziali e dettagli tecnici, creando un equilibrio tra eleganza e tensione futuristica. 

Antonio Martino Couture racconta una femminilità e una mascolinità nuove: fluide, urbane, consapevoli. Una visione che attraversa il passato del trench per proiettarlo in una dimensione distopica ma raffinata, dove il lusso incontra innovazione, trasparenza e trasformazione. 

Il PVC non è più soltanto un materiale, ma un linguaggio visivo. Il trench non è più soltanto un capo, ma un’armatura contemporanea. 

Come lo stesso couturier dichiara: “Con Riflessi Notturni ho voluto raccontare la bellezza di ciò che non si vede immediatamente. Mi affascina il momento in cui la luce incontra una superficie e si trasforma, creando immagini nuove, inattese, quasi emotive. Il trench in PVC è diventato il simbolo di questa ricerca: un capo che protegge ma non nasconde, che riflette il mondo esterno senza perdere la propria identità.

Ho immaginato donne che attraversano la notte dopo la pioggia, avvolte da superfici trasparenti che catturano i riflessi della città. Donne contemporanee, forti e sensibili, capaci di trasformare ogni esperienza in luce.

Questa collezione è un invito a osservare ciò che ci circonda con uno sguardo diverso. Perché spesso la vera bellezza non risiede nella luce stessa, ma nel modo in cui la sappiamo riflettere.”

CREDITS:

Fashion Designer: Antonio Martino Couture 

Fotografo: Ziyi Lei

Modella: Mina Pucci 

MUA:  Iram Rahman 

Hair stylist:  Arthur Qin

Assistenti: Federica Fusco  e Nico Meoli

Proclamati i film corti vincitori VIII edizione Andaras Traveling Film Festival 2026

VIII Edizione Andaras Traveling Film Festival 2026

“FRONTIERE”

Viaggio tra cinema, diritti e trasformazione

Proclamati i corti vincitori

Tra gli ospiti: Paolo Rossi, Caterina Gabanella, Adriano Giannini, Valeria Solarino, Linda Campostrini, Amnesty International Italia

30 giugno – 5 luglio 2026

Fluminimaggiore – Buggerru – Iglesias

(Costa delle Miniere – Sardegna)

Si è conclusa con successo l’VIII edizione dell’Andaras Traveling Film Festival, il concorso dedicato al cinema breve di viaggio che, dal 30 giugno al 5 luglio, ha animato i Comuni di Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias, trasformando la Costa delle Miniere in un luogo di incontro tra cinema, paesaggio e comunità.

Sono nove i cortometraggi premiati, affiancati da diversi riconoscimenti speciali, che hanno saputo interpretare il tema delle Frontiere attraverso linguaggi, sensibilità e forme cinematografiche profondamente diverse. Dalla finzione al documentario, dall’animazione al cinema sperimentale, le opere selezionate hanno raccontato confini geografici, sociali e interiori, affrontando temi come la guerra, le migrazioni, la memoria, la libertà, l’identità e il cambiamento. Un mosaico di sguardi provenienti da Paesi come Danimarca, Francia, Ucraina, Singapore, Lussemburgo, Turchia, Repubblica Ceca, Perù, Iran e Italia, che conferma la vocazione internazionale del concorso e la capacità del cinema di attraversare culture, esperienze e immaginari diversi.

Anche fuori dallo schermo il tema delle Frontiere ha trovato spazio attraverso incontri, dialoghi e momenti di confronto che hanno messo al centro il rapporto tra arte, società e diritti. Tra gli appuntamenti più significativi, l’incontro con Adriano Giannini, artista capace di attraversare linguaggi diversi tra cinema, regia,doppiaggio e scrittura, che ha raccontato il suo percorso artisticocome un’esperienza di trasformazione personale e creativa.

Grande partecipazione anche per la serata dedicata ad Amnesty International Italia, nel corso della quale è stato proiettato il cortometraggio La solidarietà non è reato, diretto da Valeria Solarino. Un’occasione per riflettere sul significato della solidarietà e sul valore della tutela dei diritti umani attraverso la storia di Sean Binder, simbolo di una vicenda che ha acceso il dibattito internazionale sulla criminalizzazione dell’aiuto ai migranti. Al termine della proiezione, l’Andaras Traveling Film Festival ha conferito a Valeria Solarino e a Francesca Corbo, un riconoscimento per il loro impegno nella difesa e nella promozione dei diritti umani .A chiudere il ciclo degli incontri è stata la viaggiatrice e scrittrice Linda Campostrini, autrice del libro Sorridi, e vai, che ha condiviso con il pubblico il racconto di tredici anni trascorsi attraversando il mondo, trasformando il viaggio in uno stile di vita e in un percorso di continua scoperta, oltre alla proiezione di A Goal to Dream di Marco Panini e Yared Ganzerli, dedicato alle giovani calciatrici pakistane che inseguono il sogno del professionismo.

Grande successo anche per la terza edizione dell’Andaras Summer School of Cinema, che quest’anno ha proposto una masterclass d’eccezione dedicata alla recitazione. Per tre giornate Paolo Rossie Caterina Gabanella hanno guidato i partecipanti in un intenso percorso di formazione attraverso improvvisazione, esercizi pratici, narrazione e lavoro collettivo, offrendo strumenti per esplorare il rapporto tra persona, attore e personaggio e trasformare ascolto, imprevisto ed errore in occasioni creative.

«Sono molto soddisfatto dei risultati che Andaras sta raggiungendo: la qualità e la quantità delle opere ricevute confermano che il festival è riconosciuto come uno spazio autentico di confronto e crescita. La partecipazione del pubblico e il ritorno di autori e ospiti dimostrano la forza di un progetto che, pur nato lontano dai grandi centri, continua a creare relazioni. Il tema delle Frontiere ha rappresentato proprio questo: un invito ad attraversare ciò che non conosciamo, facendo del cinema uno strumento di dialogo e apertura», commenta il direttore artistico Joe Juanne Piras.

La presidente dell’Associazione Andaras, Maria Paola Piasanu, traccia invece un bilancio positivo della manifestazione: «Il festival si conclude con un risultato estremamente incoraggiante. Nonostante le crescenti difficoltà economiche che interessano il settore culturale e le fragilità che caratterizzano un territorio come il Sulcis Iglesiente, Andaras ha confermato il valore di un progetto capace di generare ricadute concrete per Fluminimaggiore e per l’intero territorio. Un risultato reso possibile anche grazie alle competenze, alla professionalità e alla passione delle risorse umane locali, il cui contributo è stato determinante per la qualità della manifestazione. Questa esperienza dimostra come investire nella cultura significhi creare valore, rafforzare l’identità locale e promuovere uno sviluppo sostenibile per la comunità».

Due le giurie chiamate a decretare i vincitori: la Giuria Classica, composta da Daniele Ciprì, Lucio Besana e Bianca Ferrari, e la Giuria Andaras, formata da Valeria Solarino, Lorenzo Richelmy e Federico Gironi.

Ancora una volta Andaras ha confermato la propria identità di festival diffuso, capace di mettere in relazione cinema, territorio e comunità. Un progetto nato da un’idea di Marco Corrias che continua a scegliere i luoghi della Costa delle Miniere come scenario privilegiato di incontro, dialogo e scoperta, trasformando il viaggio cinematografico in un’esperienza condivisa e contribuendo a valorizzare uno dei territori più suggestivi della Sardegna.

Ecco i vincitori della VIII edizione di Andaras Travelling Film Festival – Frontiere.

1
Best Narrative Short 2026

ANNGEERDARDARDOR

by Christoffer Rizvanovic Stenbakken (Denmark)

 

 Per aver raccontato la diversità del protagonista da una prospettiva interna, senza facili espedienti; per aver reso la sua ricerca umana e urgente, per essere riuscito a connetterla con la nostra, universale incapacità di leggere e capire il mondo;  per aver messo in scena, tramite un uso accorto di inquadrature e location, un viaggio esteriore e interiore, in luoghi geograficamente lontani ma verso una destinazione umanamente vicinissima a noi, il premio Andaras per Best Narrative Short va a “Anngeerdardardor” di Christoffer Rizvanovic Stenbakken. 

2
Best Docu Short 2026

SIXTY-SEVEN MILLISECONDS

by Fleuryfontaine (France)

Per aver coniugato l’urgenza politica con le forme del cinema sperimentale, usando la cronofotografia e la CGI per dilatare un singolo fotogramma, fino a rivelarne tutto il peso specifico; per aver dato corpo a un’immagine impossibile, trasformandola in una lucida denuncia contro la violenza di Stato, il Premio Andaras per Best Docu Short va a Sixty-seven Milliseconds di Fleuryfontaine.

3
Best Andaras Noas (New Paths) 2026

EASTER DAY

by Mykola Zasieiev (Ukraine)

 

La storia di un ragazzo fermato per strada e reclutato su due piedi per essere spedito al fronte diventa in questo cortometraggio una sorta commedia amara e gentile, venata di senso dell’assurdo, dove il contrasto tra una quotidianità semplice e banale e quello che incombe sulla popolazione fa venire i brividi più di tante scene di guerra e violenza, e dove la bontà d’animo del protagonista diventa una commovente esortazione per tutti noi.

 

4
Best Gazes from the World 2026

WALL OF DEATH GYPSY

by Didier Canaux (France)

 

La passione per il Metal, le motociclette e la vita nomade, un’armata Brancaleone che sfida il tempo e riesce a farsi bandiera della vita punk in modo orgoglioso e naturalmente scanzonato. Il regista ci regala un documento che fotografa un modo di vivere bistrattato o dimenticato dalla società moderna. Un inno alla periferia nel suo senso più ampio, un inno alla libertà.

5
Best Strange Worlds 2026

AS IF TO NOTHING

by Jia Hao Pek & Jia Jun Ang (Singapore)

 

Il viaggio quasi svogliato e certamente vano alla ricerca del suo gatto da parte di un silenzioso artigiano diventa in questo corto una sorta di trip mistico esistenziale, fatto dall’incontro e l’attraversamento di persone, luoghi e sensazioni concretissime.  Un film di straordinaria maturità formale e narrativa che regala immagini che restano impresse negli occhi e nella memoria, e che sintetizzano il meglio del cinema del sud-est asiatico recente con influenze quasi lynchiane.

6
Best Animation 2026

BROWN MORNING

by Carlo Vogele (Luxembourg)

 

Per l’accorto uso dei simboli, dapprima innocui ma sempre più spaventosi, nel rappresentare l’imporsi del fascismo;  per la transizione perfetta tra l’atmosfera tenera e serena delle prime scene all’incubo a occhi aperti delle ultime; per aver creato un’esperienza filmica che colpisce allo stomaco e non si dimentica, il Premio Andaras per Best Animation va a “Brown Morning” di Carlo Vogele. 

 

7
Special Andaras Award 2026

ALMOST CERTAINLY FALSE

by Cansu Baydar (Turkiye)

 

Per la capacità di mettere in scena un film che parla del fenomeno migratorio in modo nuovo, autentico e mai retorico. Per averci fatto vivere il dramma del distacco dalla propria terra allontanandosi dal racconto del viaggio per entrare in profondità nei meandri complessi e affascinanti dell’animo umano, ricordandoci, con la grazia di una regia impeccabile e l’ottima interpretazione degli attori, che dietro ad ogni storia di migrazione ci sono degli esseri umani.
Il premio speciale Andaras va a Almost Certainly False di Cansu Bayar.

 

8
Special Jury Prize – Andaras 2026

DOG AND WOLF

by Terézia Halamová(Czechia)

 

Per aver saputo raccontare la solitudine, il senso di colpa e il desiderio di liberazione attraverso l’attenta osservazione di un corpo e la sua messa in scena; per l’intensa interpretazione del protagonista, capace di raccontare un complesso mondo interiore; per aver creato, nel contrasto tra il caos notturno e i silenzi, uno spazio in cui riconoscersi, il Premio Speciale della Giuria Andaras va a Dog and Wolf di Terézia Halamová.

9

Best First Routes – New Generations 2026

I FIORI NON HANNO LE SCARPE

by Matteo Vicentini Orgnani (Italy)

 

Per la straordinaria interpretazione dell’attore bambino, per le scelte registiche perfettamente funzionali alla costruzione narrativa e alla trasmissione del messaggio, per il finale aperto e ricco di sfumature che ha permesso molteplici interpretazioni stimolando la riflessione e il confronto, per l’impatto emotivo e visivo e la qualità della sceneggiatura.

 

10

Andaras Honorable Mention

AMERICA

by Javier Arias-stella (Perù)


La storia della piccola America riesce con semplicità e senza retorica a farsi metafora del viaggio di emancipazione che compie ogni essere umano passando dall’ignoranza del proprio sè alla sua consapevolezza. Come nel mito della grotta di Platone, la bimba riesce, grazie al suo carattere intraprendente e tignoso, a liberarsi dalle catene della famiglia e della società iniziando il suo percorso per diventare donna.

Una fiaba raccontata con sapienza tecnica ed evidente sensibilità da parte del regista

 

11

Andaras Honorable Mention

LIKE FRIEND, LIKE DEER

by Malek Eghbali (Iran)

 

Per l’estetica dell’animazione, che unisce le texture pittoriche dell’animazione in 2D al senso di realtà del 3D, per aver creato in pochi tocchi un universo alternativo riconoscibile e credibile, per la precisione e la poesia della messinscena, l’Andaras Honorable Mention va a “Like Friend, Like Deer” di Malek Eghbali. 

Andaras Traveling Film Festival è ideato da Marco Corrias, con la direzione artistica di Joe Juanne Piras. È organizzato dall’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo, Associazione Andaras, in collaborazione con i Comuni di Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias, con il contributo della Fondazione di Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Fondazione Sardegna Film Commission, Società Umanitaria.

Don’t Look Back In Anger | Il teaser trailer del film sugli Oasis | Dal 10 settembre al cinema

Don’t Look Back In Anger
Il teaser trailer del film sugli Oasis
ideato da Steven Knight, 
diretto da Dylan Southern e Will Lovelace

Il documentario sulla leggendaria band britannica,
prodotto da Magna Studios, arriverà il 10 settembre
nelle sale cinematografiche italiane e in IMAX®

Photo credit Simon Emmett

Il teaser trailer di Don’t Look Back In Anger, l’attesissimo documentario dedicato alla leggendaria band britannica degli Oasis, presentato da Disney+. Esattamente un anno fa, la band inaugurava il suo tour live del 2025 a Cardiff, in Galles, tornando a esibirsi insieme per la prima volta dal vivo dopo 16 anni. Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il documentario è ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight (Peaky Blinders, A Thousand Blows), candidato ai BAFTA e agli Oscar®, ed è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace (Shut Up and Play the Hits, New York: La rinascita del Rock and Roll). Don’t Look Back In Anger sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 10 settembre e in alcune sale IMAX® in tutto il mondo, prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno.

Don’t Look Back In Anger | Teaser Trailer:
https://youtu.be/UHsCVh6RIus

Don’t Look Back In Anger racconta il trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, “Oasis Live ’25”, uno dei ritorni rock ‘n’ roll più attesi dei nostri tempi. Il film è un resoconto esaltante di quello che è, senza dubbio, il più grande evento musicale del 2025, che cattura l’esperienza e le emozioni della band e dei suoi fan in tutto il mondo. La prospettiva unica include l’accesso alle prove, al backstage e al palco, oltre alle prime interviste congiunte di Noel e Liam da più di 20 anni. Accanto al tour mondiale tutto esaurito della band, il film esplora anche il profondo impatto emotivo di questo fenomenale momento culturale globale e ciò che la loro musica significa per il pubblico e le generazioni di tutto il mondo.

Steven Knight ha commentato: “Il tour mondiale degli Oasis ha unito generazioni, culture e nazioni, portando a un mondo diviso un messaggio di riconciliazione. Don’t Look Back In Anger non è soltanto un biglietto per lo show, ma un pass esclusivo per il backstage e un posto in prima fila per assistere al momento in cui Liam e Noel si ritrovano, per la prima volta dopo 15 anni, a raccontare come stanno le cose e come sono andate”.

Con un accesso senza precedenti e immagini mai viste prima, il film è una produzione di Magna Studios, presentata da Sony Music Vision in collaborazione con Sony Music Entertainment UK. Sam Bridger (Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now, New York: la rinascita del rock and roll) e Guy Heeley (Peaky Blinders: The Immortal Man) sono i produttori, mentre Kate Shepherd, Marisa Clifford, Davud Karbassioun, Tom Mackay, Krista Wegener, Isabel Davis e Tim O’Shea sono gli executive producer. A guidare il team creativo e tecnico ci sono anche i sound mixer premiati agli Oscar James Mather (Top Gun: Maverick, Belfast) e Tarn Willers (La zona d’interesse), insieme al direttore della fotografia Haris Zambarloukos (Belfast, Beetlejuice Beetlejuice) e ai montatori George Cragg e Martina Zamolo.