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IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 – AL CINEMA DAL 29 APRILE

Sono aperte le prevendite del nuovo film targato 20th Century Studios, Il Diavolo Veste Prada 2. Per prenotare i biglietti è possibile accedere al sito https://www.thedevilwearsprada.it/, in continuo aggiornamento.

A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nell’atteso sequel del film del 2006 che ha segnato una generazione.

Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di nuovi attori tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak e Conrad Ricamora. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.

Il Diavolo Veste Prada 2 è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 aprile 2026. 

Marina Abramović a Roma per Alda Fendi – Arco di Giano 19 novembre 2026

La Fondazione Alda Fendi – Esperimenti apreuna nuova stagione del proprio percorso di ricerca e sperimentazione con una delle figure più radicali e visionarie dell’arte contemporanea: Marina Abramović. Grazie alla visione e alla determinazione di Alda Fendi, che ha fortemente voluto offrire alla città di Roma la possibilità di vivere senza barriere un gesto artistico unico per forza e suggestione, l’Arco di Giano diventa teatro di un incontro inedito tra arte contemporanea, archeologia e memoria.

Il prossimo 19 novembre Marina Abramovićpresenta “Confession, 2026”, un progetto concepito per Roma e destinato, fino al 19 maggio 2027, a trasformare l’area archeologica in un luogo di esperienza, ascolto e partecipazione, nel segno di un’arte che non si limita a essere osservata, ma chiede di essere vissuta.

L’inaugurazione assume inoltre un particolare valore per la città perché coincide con una nuova, importante tappa nella storia dell’Arco di Giano e della sua restituzione alla collettività. Dopo l’attentato mafioso del 1993 alla vicina chiesa di SanGiorgio al Velabro, che danneggiò anche il monumento, l’Arco venne chiuso e protetto da una cancellata, interrompendo il rapporto diretto tra la città e uno dei luoghi più significativi dell’antico Foro Boario. Un primo importante intervento di restauro, concluso nel 2017, restituì in particolare la facciata rivolta verso Piazza della Bocca della Verità. Oggi, al termine di un ulteriore intervento di restauro e consolidamento finanziato nell’ambito del PNRR – Caput Mundi, che ha interessato anche la sistemazione delle aree circostanti, l’Arco torna a essere protagonista della vita culturale della città. Èin questo momento simbolico che Confession entra fisicamente nel monumento: per sei mesi la nuova scultura di Marina Abramović sarà collocata sotto l’Arco, trasformando l’antico passaggio in uno spazio contemporaneo di incontro e partecipazione. Il monumento torna così alla sua originaria natura di luogo attraversato e vissuto, mettendo in relazione la Roma antica con il presente.

Il progetto si sviluppa attraverso tre opere strettamente connesse: Confession, 2010, The Road to Confession, 2026 e la nuova opera site-specific Confession, 2026.

In un’anteprima assoluta per la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, Marina Abramović torna su una delle opere più intime della propria ricerca: Confession, 2010, la performance nella quale l’artista, inginocchiata davanti a un asino – simbolo di umile bontà – condivideva con l’animale i ricordidolorosi della propria infanzia, trasformando una confessione personale in un’esperienza di possibile liberazione.

Il percorso trova il proprio culmine in Confession, 2026, simbolico atto alchemico attraverso il quale l’asino vivo si trasforma in un asino d’oro. È la prima scultura in bronzo di Marina Abramović, commissionata dalla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti e realizzata con Factum Arte:un’opera a grandezza naturale composta da un asino in bronzo dorato e da una seduta metafisica, anch’essa in bronzo dorato, posta di fronte all’animale. Chiudendo il cerchio iniziato con Confession, 2010, la nuova opera trasferisce laconfessione dall’esperienza individuale a unadimensione collettiva. Lo spettatore prende il posto dell’artista e, sedendosi davanti all’animale, è invitato ad affidargli ferite, traumi e fardelli. Gli occhi di vetro, profondi e immobili, invitano a sostenerne lo sguardo e ad abbandonarsi a un momento di confronto con la propria memoria e lapropria storia. L’asino non risponde e non giudica:ascolta. Diventa il custode silenzioso delleconfessioni e simbolicamente ne assume il peso. Ciòche nel 2010 era una relazione privata tra l’artista e l’animale diventa così, sedici anni dopo, un’esperienza aperta a tutti. Il progetto sarà inaugurato il 19 novembre con una action di Marina Abramović. L’artista si siederà davantiall’asino d’oro e inviterà alcune persone a prendere il suo posto. Non una performance conclusa in se stessa, ma il gesto inaugurale che consegna l’opera al pubblico e dà inizio alla sua vita partecipativa, destinata a rinnovarsi ogni volta che qualcuno sceglierà di sedersi di fronte all’animale.

Completa il progetto un’altra anteprima assoluta, The Road to Confession, 2026, la nuova opera video concepita da Marina Abramović appositamente per il progetto. Girato all’alba delloscorso 30 giugno, diretto da Nabil Elderkin e realizzato con Factum Arte, il film mostra Marina non più inginocchiata davanti all’asino, ma mentre cammina al suo fianco, tenendolo con una semplice corda di canapa, attraverso le strade ancora deserte della città. Roma lentamente si risveglia. Il percorso conduce Marina e l’asino Paltò fino all’Arco di Giano, dove l’artista si siede davanti all’animale e i due si guardano negli occhi. In quello sguardo, la confessione diventa incontro e la liberazione apre la strada alla trasformazione. Dal 19 novembrel’installazione sarà aperta al pubblico con l’autorizzazione e la collaborazione della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, diretta da DanielaPorro, partner istituzionale del progetto. La scultura e le opere video resteranno all’Arco di Giano fino al 19 maggio 2027. Le visite saranno consentite tutti i giorni dalle ore 17 alle 21. L’Arco sarà inoltre valorizzato dalla sapiente illuminazione di Vittorio Storaro, tre volte Premio Oscar e maestroassoluto della fotografia, realizzata grazie alla Fondazione Alda Fendi – Esperimenti.

“Ci sono incontri che sembrano arrivare nelmomento esatto in cui devono accadere, come un allineamento delle stelle. Quello con MarinaAbramović per me è uno di questi. Marina ed ioabbiamo attraversato ottant’anni di vita seguendostrade diversissime, ma entrambe con la stessaostinazione nel cercare, sperimentare, rischiare enon fermarci mai”, racconta Alda Fendi. “Quando ci siamo incontrate, Marina mi ha rivelato di aver avuto una sensazione quasi inspiegabile: come se ciconoscessimo già, come se ci fossimo incontrate inuna vita precedente. E anche io la penso allo stessomodo. Marina è la personificazione stessa della performance: la porta nel corpo, nella visione, nella storia. E la performance appartiene profondamente anche all’identità della Fondazione Alda Fendi – Esperimenti. Sin dall’inizio non abbiamo volutosemplicemente esporre opere, ma produrreaccadimenti: spettacoli, actions, esperimenti capaci di esistere in un luogo e in un momento preciso, per poi rimanere nella memoria di chi li ha vissuti. Per questo arrivare oggi a realizzare Confession insieme a Marina mi sembra quasi un approdo naturale. E non poteva esserci luogo più giusto dell’Arco diGiano. È un monumento al quale siamo legati da anni, che la Fondazione ha contribuito a restituire alla città attraverso la sua illuminazione e che oggi, appena restaurato, torna a essere un luogo vivo. Portare qui Marina significa mettere in relazione la sua forza contemporanea con la storia millenaria di Roma. A questo punto della nostra vita, forse Marina ed io sappiamo entrambe che il tempo è il materiale più prezioso che abbiamo. Confession parla anche di questo: della memoria, dell’esperienza, di ciò che resta. Per me realizzarlo oggi, insieme a lei, a Roma, sotto l’Arco di Giano, significa chiudere un cerchio e, nello stesso momento, aprirne uno nuovo”.

“O tempora, o mores!”, dice ancora Alda Fendi, “Endecasillabo struggente di mille possibilità non avute, di argomenti non trattati, di perdoni irrisolti. E per sempre noi, imperatori senza scettro, perfettamente lucidi ad annaspare nel mare inventato da una comune specie umana.”

In sintonia con la riflessione di Alda Fendi sulla spiritualità e sull’umanità come valori imprescindibili e sull’arte come bene necessario da condividere con la collettività, Marina Abramović affronta ancora una volta il difficile compito di risvegliare le coscienze. “Confession 2010 è nata come un atto intimo – unaconfessione a un asino. Gli ho affidato le sofferenze e le ferite della mia infanzia. Cose che avevo portato dentro in silenzio per anni”, spiega Marina Abramović, Leone d’Oro come Miglior Artista alla Biennale di Venezia nel 1997 per Balkan Baroque. “Nella performance del 2010, l’asino ha ascoltato la mia storia e, dopo 4 ore e 50 minuti, se n’è andato. Ha preso la decisione di terminare la performance.Attraverso questa comunicazione silenziosa, sonoriuscita a lasciar andare. Si è fatto carico del peso del mio dolore. Ora, dopo sedici anni, voglio condividere questo atto catartico con tutti. In Confession 2026, l’asino diventa una scultura e la mia sedia resta vuota. Tu siedi dove sedevo io. Guardi in quegli occhi belli, profondi, espressivi. Tu proietti, l’animale da soma assorbe. Roma ha poi conferito una nuova dimensione al progetto. Quando ho visto l’Arco di Giano, mi sono sentita in dovere di creare una nuova opera video. The Road to Confession è stato girato all’alba del 30 giugno. L’asino Paltò e io abbiamo vagato per le strade deserte di Roma, solo noi due, muovendoci attraverso questa antica città mentre iniziava lentamente a risvegliarsi. A Roma senti il passato ovunque, ma sei completamente nel presente. Quest’opera è la mia lettera d’amore a Roma. Passa attraverso il tempo – il passato diventa presente, l’inanimato è animato – tutto diventa chiaro… Paltò si è trasformato in bronzo e in questa metamorfosi io divento libera, sollevata! Quello che ne è seguito è stata la comunicazione più eloquente che io abbia mai avuto con me stessa. Il confine tra umano enon umano ha cessato di esistere. C’era un’altra presenza… una confessione perfetta… nessuna colpa. Ciò che è iniziato con la mia memoria e il mio dolore ora appartiene a chiunque entri in questo spazio. L’opera può proseguire e trasformarsi senza di me. Per me, questa è comunione attraverso la confessione”.

Riunendo scultura, cinema, performance e fotografia, Confession, 2026 nasce dalla stretta collaborazione tra Marina Abramović, la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti, Factum Arte e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Il progetto trovanell’Arco di Giano non soltanto il proprio scenario, ma una parte essenziale del suo significato.Nell’antico Foro Boario – mercato del bestiame e crocevia attraversato per secoli da animali, mercanti, carri e viaggiatori – la figura dell’asino torna oggi sotto le arcate del monumento come presenza silenziosa e contemporanea. L’antico monumento torna così a essere luogo di passaggio, incontro e condivisione e non soltanto la cornice di Confession: diventa parte dell’opera stessa, mettendo in relazione memoria e presente, permanenza e trasformazione, storia individuale e memoria collettiva. Con Confession, la Fondazione Alda Fendi – Esperimenti rinnova così la propriavocazione a mettere in dialogo il patrimoniomillenario di Roma con i linguaggi più radicali del presente, restituendo alla città non soltanto un’opera, ma un luogo da attraversare, abitare e vivere nuovamente.

Date: 19 novembre 2026 – 19 maggio 2027
Sede: Arco di Giano, Roma
Opening pubblico: 19 novembre 2026, ore18:00 – 20:00
Orari di apertura: Aperto tutti i giorni, ore 17:00–21:00
Progetto illuminotecnico: Vittorio Storaro

A Roma la terza edizione del World Beauty Celebrities di Raffaele Squillace

La Capitale si riconferma il fulcro del glamour e delle arti visive europee. E’ andata in scena sul palcoscenico del Teatro Adriano di Roma, la terza edizione del World Beauty Celebrities, la kermesse internazionale della cosmesi ideata e diretta dal noto Beauty Designer Raffaele Squillace. 

 

L’evento, che gode del patrocinio dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda del Comune di Roma, ha registrato il tutto esaurito con la partecipazione di autorità, stampa specializzata di settore, una folta delegazione di studenti degli istituti di formazione professionale ed esponenti del cinema, della moda.

 

Fondatore e Presidente della kermesse, Raffaele Squillace è una prestigiosa firma del Made in Italy cosmetico nel mondo. Con un background solido radicato negli studi artistici e una specializzazione d’eccellenza nella comunicazione della moda, Squillace ha concepito il World Beauty Celebrities come una piattaforma d’interscambio socio-culturale.

 

“Il nostro obiettivo è superare i confini geografici e accademici del make-up tradizionale per trasformarlo in un dialogo artistico globale,” ha dichiarato Raffaele Squillace. “Vedere oggi in platea quattrocento persone, tra grandi professionisti, giornalisti e soprattutto giovanissimi studenti delle accademie, conferma che Roma è tornata a essere l’hub ideale per l’evoluzione delle arti visive. Quest’anno abbiamo voluto unire l’avanguardia tecnica alla solidarietà, perché la vera bellezza non può prescindere dall’impegno sociale.”

 

A produrre e supportare strategicamente l’intera kermesse è Global Fashion System, dynamic production company guidata dallo stesso Squillace. La società opera con l’obiettivo di internazionalizzare le arti visive, connettendo i grandi marchi della cosmetica di lusso con i più influenti Make-up Artist mondiali. Sotto l’egida di Global Fashion System, l’evento del Teatro Adriano si è consolidato come il più grande hub in Europa dedicato alle Live Masterclass, trasformando la formazione professionale di alto livello in un vero e proprio spettacolo d’intrattenimento e cultura contemporanea.

 

Il momento clou della manifestazione ha visto come super ospite internazionale il guru latinoamericano Juan David Ferrazzo, giunto in esclusiva a Roma da Medellín (Colombia) per la sua unica tappa europea del tour mondiale. Noto globalmente come pittore, fotografo e art director per campagne pubblicitarie di prestigio, Ferrazzo ha ipnotizzato la platea con un rivoluzionario Live Make-up Show, mostrando dal vivo i segreti del celebre Ferrazzo Method, una tecnica d’avanguardia fortemente legata alle regole geometriche del graphic design.

 

“Essere a Roma per la mia unica tappa europea è un’emozione indescrivibile e un grande onore,” ha commentato Juan David Ferrazzo a margine del suo show. “La mia visione fonde la pittura e la geometria applicata alla fisionomia del volto. Attraverso il ‘Ferrazzo Method’ cerco di dare una struttura editoriale e grafica alla bellezza contemporanea. Il palcoscenico del Teatro Adriano è stato la tela perfetta per condividere questa evoluzione artistica con i colleghi e i talenti del futuro in Europa.”

 

La conduzione dell’evento è stata affidata alla giornalista e direttrice artistica Janet De Nardis, che ha accompagnato sul palco la modella italiana Giulia Bonacasa, per l’occasione vestita con una creazione d’alta moda firmata Haberi Haute Couture. Le performance estetiche sono state supportate da partner d’eccellenza come Etiolete di Fabio Cottone per l’hair care e Irene Scaringi per il settore lashes.

 

L’edizione 2026 unisce l’alto valore formativo a un profondo impegno sociale tramite il progetto “Bellezza & Charity”. L’iniziativa, in sinergia con il Presidente Alessandro Pinci, sostiene la Fondazione Casa di Davide ETS, da oltre trent’anni al fianco dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella ricerca e cura dei tumori pediatrici. Al progetto partecipa attivamente anche la storica casa di produzione Animundi di Raffaele Bortone e Andrea Martini, ideatrice del celebre cartone animato d’inclusione “Lampadino e Caramella nel Magiregno degli Zampa”.

ELIE SAAB SFILA SULL’INEDITO YACHT MAIORA M|38

Al recente Monaco Yacht Show 2026, la passerella ha lasciato la terraferma ed è salita a bordo della nautica italiana.

Sul nuovo yacht Maiora M|38, presentato in anteprima mondiale durante il salone monegasco, il cantiere Maiora e la maison ELIE SAAB hanno dato vita a una serata esclusiva, culminata in una sfilata haute-couture on board, accompagnata da raffinate sonorità dal vivo.

L’alta moda di ELIE SAAB ha trasformato il main deck del nuovo Maiora M|38 in uno scenario unico per una fashion show.

A fare da cornice, il porto illuminato del Principato di Monaco e un pubblico internazionale, riunitosi per uno degli eventi nautici più importanti al mondo.

Non solo un evento “fuorisalone”: la serata racconta un fenomeno che interessa sempre più il mondo del lusso: la sovrapposizione tra moda, design e nautica, con lo yacht che diventa un luogo nel quale costruire e vivere esperienze esclusive e irripetibili.

La scelta del Maiora M|38 non è casuale. Il modello – tra le principali novità esposte a Monaco – ha offerto al pubblico l’opportunità di vivere un’esperienza di bordo nella sua dimensione più lifestyle e intima allo stesso tempo.

Il legame tra Maiora ed ELIE SAAB continua a consolidarsi: in attesa del varo previsto per l’estate 2027 del Maiora 42 Exuma che vedrà debuttare ELIE SAAB nella nautica di lusso a fianco di Maiora, la collaborazione si è recentemente ampliata con il progetto del Supernova 50, un nuovo modello di 50 metri che porterà Maiora a entrare per la prima volta nel segmento dei superyacht in acciaio e alluminio. Il progetto vede la collaborazione del cantiere di Viareggio insieme all’architetto e designer Tommaso Spadolini ed ELIE SAAB: dalle linee esterne alle proporzioni, dai volumi alla distribuzione degli spazi interni, il design nasce da un lavoro congiunto. Supernova 50 è attualmente in costruzione e la consegna è prevista per la seconda metà del 2028.

ROMA JEWELRY WEEK 2026- 8-11 Ottobre

Non solo un ornamento, ma una forma d’arte, ricerca, cultura e sperimentazione. Questo l’obiettivo di Roma Jewelry Week (RJW), la manifestazione che racconta il gioiello in termini molto più ampi grazie al contributo di artisti, designer, maestri orafi, scuole, istituzioni e operatori internazionali.

Giunta alla sesta edizione, RJW, a cura dell’architetto Monica Cecchini, si articola in una serie di preziosi appuntamenti, mostre, esposizioni, premi, talk, incontri, performance, fashion show e progetti interdisciplinari dedicati al mondo del gioiello contemporaneo in diversi spazi della città.

L’evento diffuso gode del patrocinio di Regione Lazio, Città Metropolitana Roma Capitale, Assessorato Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, CNA Roma, Confcommercio e Federpreziosi Roma.

Dopo l’anteprima a Villa Altieri dedicata all’illustrazione del gioiello di Barbara Brocchi, e l’esposizione alla galleria Incinque Open Art Monti, Roma Jewelry Week – dall’8 all’11ottobre –  fa brillare gli spazi delle Corsie Sistineall’interno del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia con l’imponente esposizione dedicata al gioiello contemporaneo e all’arte orafa con le opere di oltre 130 artisti, designer e maestri orafi, provenienti dall’Italia e dall’Estero, all’insegna del dialogo tra generazioni, culture e linguaggi differenti.

La serata dell’8 ottobre sarà presentata da Maria Elena Infantino cantante internazionale. La sua carriera prende avvio alla Royal Albert Hall di Londra, dove debutta accanto a Shirley Bassey in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario dei Beatles. Negli anni si afferma sulla scena internazionale grazie anche al suo one-woman show dedicato all’iconica Édith Piaf, ideato a Hollywood e successivamente portato sui palcoscenici di Stati Uniti, Hong Kong ed Europa.

Nel periodo dell’esposizione viene assegnato il Premio Incinque Jewels, nato nel 2019, articolato nelle categorie Fine Jewelry ed Experimental Jewelry: il premio offre, ogni anno, importanti opportunità espositive e di promozione per gli artisti vincitori.

“Il riconoscimento indaga il gioiello, non solo come oggetto artistico, ma come portatore di un messaggio di valore anche sociale”, sottolinea la curatrice Monica Cecchini. Gli artisti vengono valutati da un’autorevole giuria composta da professionisti sia italiani che stranieri: Laura Astrologo Porchè, Alessio Boschi, Barbara Brocchi, Elisabetta Cipriani, Alessia Crivelli, Paola De Luca, Michele Forlenza, Emanuele Leonardi, Paolo Mangano, Matilde Pavone, Giuliano Percossi Papi, Bryna Pomp, Loredana Prosperi, Aldo Vitali, Giorgia Zoppolato e Sally Xiong.

Al premio si aggiungono ulteriori riconoscimenti come il Premio Inhorgenta, che offre a un giovane designer l’opportunità di partecipare all’edizione Inhorgenta 2027. Una tra le fiere più importanti del settore.

Lo stretto rapporto tra Roma e i paesi esteri viene confermato anche da momenti di confronto come i premi dedicati alla designer coreana Ashley Youngsun Nam, il Premio Speciale alla Carriera a personalità che si sono particolarmente distinte per il proprio percorso artistico e professionale, il Premio Miss Gio’  assegnato dalla jewelry blogger Giorgia Zoppolato, il Premio Student Designer, il Premio Main Media Partner MB Media Consulting di Massimo Basile, il Premio Journal des Bijoux, di Laura Astrologo Porché ed il Premio Sally Xiong, organizzato dalla creatrice della Eastern Yixiang China Fashion Gala.

Quest’anno Elena Donati rinnova il suo impegno nel sostenere i giovani designer e sarà sostenitrice e sponsor di due giovani artisti iraniani. Con questa iniziativa, la designer conferma la propria volontà di dare spazio e opportunità alle nuove generazioni creative, offrendo loro un importante supporto in un momento storico di straordinaria complessità.

“Nelle giornate dell’esposizione, Le Corsie Sistine, da spazi espositivi, si trasformano in luogo in cui si incontrano ricerca, tradizione, sperimentazione e nuove generazioni”, evidenzia Cecchini, “dando vita a un grande appuntamento internazionale pensato come piattaforma di condivisione, valorizzazione e promozione del gioiello contemporaneo, capace di mettere Roma in dialogo con la scena mondiale. Il tema della RJW 2026 è La Corona dell’Ingegno. Il gioiello come racconto dell’arte e della cultura italiana degli ultimi 80 anni”.

Espongono le loro collezioni in mostre personali: Hiromi Suter, Yu Bin Lee e Hani Baayoun, Vincitori del Premio Incinque Jewels 2025, Alberto Zorzi, Mariam Ayvazyan, Gabriele Pedrona, Rossella Ugolini, Chiara Costacurta, Ashley Youngsun, Ivan Barbato e Kyan Jewelry di Amal Sanad; special guests Alessio boschi, Percossi Papi, Froinçois Santo e le gioiellerie Ansuini, Angeletti e Fanuele.

Si tratta di un percorso che mette in dialogo maestri affermati e nuove generazioni, tradizione e sperimentazione, identità locali e visioni internazionali, offrendo al pubblico una panoramica sulla ricchezza e sulla continua evoluzione del gioiello contemporaneo.

La dimensione internazionale sarà ulteriormente rafforzata dalla partecipazione di aziende e realtà provenienti dalla Cina e, in particolare, da Shenzhen, tra cui Shenzhen MEMORA Jewelry, Jingwei Chi, Zhou Liu Fu Jewellery e The King’s Dream. La loro presenza contribuirà a creare un ponte tra la scena italiana e quella cinese, favorendo nuove possibilità di dialogo, collaborazione e scambio nel settore della gioielleria.

Tra i progetti più rappresentativi dell’edizione 2026, Progetto Capsule Aurea Roma, una capsule interdisciplinare nata per mettere in relazione il mondo del gioiello con altre forme artistiche.

Il progetto, ideato da Monica Cecchini, si fonda sulla collaborazione generativa tra mondi apparentemente distanti. “Ogni designer/artista/maestro orafo della RJW lavorerà con un artista proveniente da un’altra disciplina: pittura, scultura, architettura, street art, danza, musica o cinema. L’obiettivo è quello di creare un unico gioiello iconico, sviluppato attraverso un processo creativo condiviso e paritario”, illustra l’ideatrice.

Tra le collaborazioni figurano: Glauco Cambi con Maupal, artista urbano riconosciuto a livello internazionale per le sue opere di street art; Chiara Fenicia con l’artista poliedrico dell’arte contemporanea Claudio Riefoli; Antonio Fontanacon Tommaso Cascella, pittore e scultore italiano che unisce colore, simboli e materia in opere ispirate alla poesia; Michele Forlenza con Giorgia Errera, artista contemporanea che esplora il rapporto tra linguaggio, tecnologia e società attraverso installazioni, opere ambientali e sperimentazioni visive; Emanuele Leonardi con il poeta e scrittore Giorgiomaria Cornelio; Paolo Mangano con l’artista Paolo Canevari, artista contemporaneo italiano che trasforma materiali poveri e di scarto in opere che sono un atto critico e poetico per risvegliare il pensiero e la memoria; Anna Pinzari con Luigi Menichelli, artista e designer italiano attivo nel campo della progettazione contemporanea; Cristiana Perali con l’architetto Roberta Vincenzi; Luigina Rech con Michelangelo Pistoletto, protagonista assoluto dell’Arte Povera e tra le figure più influenti dell’arte contemporanea internazionale; Rossella Ugolini con Vincenzo Scolamiero, tra i più autorevoli pittori contemporanei italiani; Matteo Vitali con Lucamaleonte, artista urbano che trasforma storia, natura e identità dei luoghi in immagini potenti realizzate con la tecnica dello stencil e Massimo Licciardello con Stefania Fabrizi, artista contemporanea che lavora con pittura e murales e usa spesso lo spazio urbano come una tela aperta.

In occasione di Progetto Capsule Aurea Roma sarà presentato il catalogo, arricchito da un testo critico di Daniela Del Moro, storica e critica d’arte e art advisor. Del Moro sarà inoltre protagonista di un Talk e conferirà un premio a uno dei progetti partecipanti alla Capsule.

Come special guest, il progetto vedrà la partecipazione del Jewelry designer Alessio Boschi con un’opera dedicata al design italiano. Partecipa, inoltre, l’Atelier Percossi Papi in collaborazione con Emiliano Alfonsi. Anche Francois Santo, designer che trasforma la sua passione per l’architettura, si ispirerà all’architettura della Costa Smeralda. Giorgio Facchini presenterà una speciale esposizione dedicata ai suoi gioielli.

AUREA ROMA comprenderà inoltre una specifica area dedicata a Roma e alle gioiellerie romane più rappresentative del territorio, tra cui Ansuini, Angeletti e Fanuele, chiamate a rappresentare, attraverso le proprie collezioni e la propria storia, la ricchezza e la varietà del panorama orafo contemporaneo della Capitale.

Il programma culturale sarà arricchito da una serie di talk, Iniziando da “Lo stato dell’Arte” dedicato alla Visione come progetto, con la partecipazione della Dott.ssa Barbara Rizzato, neurologa specializzata in neuroscienze, che terrà un intervento dedicato al processo creativo, e di Alessia Crivelli, la cui partecipazione consolida e rafforza la collaborazione con la Roma Jewelry Week.

Seguiranno i talk moderati da Laura Astrologo Porché, interventi di importanti figure del mondo del gioiello contemporaneo e del design, tra cui Giampaolo Della Croce, Tania Chan, Loredana Prosperi e Amedeo Scognamiglio. Nel programma Alessio Boschi, Antonio Fontana e Giuliano Percossi Papi, Bianca Cappello, Lucia Ajello, Sofia Gnoli, Elisabetta Cipriani, Ciga Long, oltre alla presenza dell’Ambasciata di Georgia, rappresentata da Patima Kakhniashvili e Neno Gabelia, che presenteranno la Georgia Jewelry Week.

Tra gli appuntamenti in calendario presso le Corsie Sistine, anche l’anteprima mondiale del progetto Ritratti Musicali, un’iniziativa artistica di altissimo profilo firmata dal Maestro Klaus Bellavitis, compositore, pianista jazz e direttore d’orchestra, laureato presso la prestigiosa Università Berklee College of Music di Boston.

Il cuore di questa collaborazione risiede nell’integrazione di due eccellenze, pezzi unici di gioiello contemporaneo realizzati dai Resident di Incinque Jewels, vengono progettati per accogliere un QR code incastonato nella superficie o all’interno del gioiello stesso. Inquadrando il codice, si potrà ascoltare la traccia musicale composta appositamente dal Maestro Bellavitis, dando voce al racconto emotivo che il gioiello custodisce. Ogni ritratto musicale ritrarrà una storia in musica.

Infine, la presentazione del progetto Roma Watch Week in collaborazione con Alessia Crivelli, Monica Cecchini, Asta Ponzo, Fabiana Romano e Claudio Riefoli.

Il programma di RJW 2026 comprende, infine, momenti dedicati alla moda e alla performance, con la sfilata di Sottrazioni e la partecipazione della MAM – Maiani Accademia Moda, in un dialogo tra corpo, abito e ricerca contemporanea nell’eccellenza italiana.