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IL DIAVOLO VESTE PRADA 2 – AL CINEMA DAL 29 APRILE

Sono aperte le prevendite del nuovo film targato 20th Century Studios, Il Diavolo Veste Prada 2. Per prenotare i biglietti è possibile accedere al sito https://www.thedevilwearsprada.it/, in continuo aggiornamento.

A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nell’atteso sequel del film del 2006 che ha segnato una generazione.

Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di nuovi attori tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak e Conrad Ricamora. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film.

Il Diavolo Veste Prada 2 è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 aprile 2026. 

Proclamati i film corti vincitori VIII edizione Andaras Traveling Film Festival 2026

VIII Edizione Andaras Traveling Film Festival 2026

“FRONTIERE”

Viaggio tra cinema, diritti e trasformazione

Proclamati i corti vincitori

Tra gli ospiti: Paolo Rossi, Caterina Gabanella, Adriano Giannini, Valeria Solarino, Linda Campostrini, Amnesty International Italia

30 giugno – 5 luglio 2026

Fluminimaggiore – Buggerru – Iglesias

(Costa delle Miniere – Sardegna)

Si è conclusa con successo l’VIII edizione dell’Andaras Traveling Film Festival, il concorso dedicato al cinema breve di viaggio che, dal 30 giugno al 5 luglio, ha animato i Comuni di Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias, trasformando la Costa delle Miniere in un luogo di incontro tra cinema, paesaggio e comunità.

Sono nove i cortometraggi premiati, affiancati da diversi riconoscimenti speciali, che hanno saputo interpretare il tema delle Frontiere attraverso linguaggi, sensibilità e forme cinematografiche profondamente diverse. Dalla finzione al documentario, dall’animazione al cinema sperimentale, le opere selezionate hanno raccontato confini geografici, sociali e interiori, affrontando temi come la guerra, le migrazioni, la memoria, la libertà, l’identità e il cambiamento. Un mosaico di sguardi provenienti da Paesi come Danimarca, Francia, Ucraina, Singapore, Lussemburgo, Turchia, Repubblica Ceca, Perù, Iran e Italia, che conferma la vocazione internazionale del concorso e la capacità del cinema di attraversare culture, esperienze e immaginari diversi.

Anche fuori dallo schermo il tema delle Frontiere ha trovato spazio attraverso incontri, dialoghi e momenti di confronto che hanno messo al centro il rapporto tra arte, società e diritti. Tra gli appuntamenti più significativi, l’incontro con Adriano Giannini, artista capace di attraversare linguaggi diversi tra cinema, regia,doppiaggio e scrittura, che ha raccontato il suo percorso artisticocome un’esperienza di trasformazione personale e creativa.

Grande partecipazione anche per la serata dedicata ad Amnesty International Italia, nel corso della quale è stato proiettato il cortometraggio La solidarietà non è reato, diretto da Valeria Solarino. Un’occasione per riflettere sul significato della solidarietà e sul valore della tutela dei diritti umani attraverso la storia di Sean Binder, simbolo di una vicenda che ha acceso il dibattito internazionale sulla criminalizzazione dell’aiuto ai migranti. Al termine della proiezione, l’Andaras Traveling Film Festival ha conferito a Valeria Solarino e a Francesca Corbo, un riconoscimento per il loro impegno nella difesa e nella promozione dei diritti umani .A chiudere il ciclo degli incontri è stata la viaggiatrice e scrittrice Linda Campostrini, autrice del libro Sorridi, e vai, che ha condiviso con il pubblico il racconto di tredici anni trascorsi attraversando il mondo, trasformando il viaggio in uno stile di vita e in un percorso di continua scoperta, oltre alla proiezione di A Goal to Dream di Marco Panini e Yared Ganzerli, dedicato alle giovani calciatrici pakistane che inseguono il sogno del professionismo.

Grande successo anche per la terza edizione dell’Andaras Summer School of Cinema, che quest’anno ha proposto una masterclass d’eccezione dedicata alla recitazione. Per tre giornate Paolo Rossie Caterina Gabanella hanno guidato i partecipanti in un intenso percorso di formazione attraverso improvvisazione, esercizi pratici, narrazione e lavoro collettivo, offrendo strumenti per esplorare il rapporto tra persona, attore e personaggio e trasformare ascolto, imprevisto ed errore in occasioni creative.

«Sono molto soddisfatto dei risultati che Andaras sta raggiungendo: la qualità e la quantità delle opere ricevute confermano che il festival è riconosciuto come uno spazio autentico di confronto e crescita. La partecipazione del pubblico e il ritorno di autori e ospiti dimostrano la forza di un progetto che, pur nato lontano dai grandi centri, continua a creare relazioni. Il tema delle Frontiere ha rappresentato proprio questo: un invito ad attraversare ciò che non conosciamo, facendo del cinema uno strumento di dialogo e apertura», commenta il direttore artistico Joe Juanne Piras.

La presidente dell’Associazione Andaras, Maria Paola Piasanu, traccia invece un bilancio positivo della manifestazione: «Il festival si conclude con un risultato estremamente incoraggiante. Nonostante le crescenti difficoltà economiche che interessano il settore culturale e le fragilità che caratterizzano un territorio come il Sulcis Iglesiente, Andaras ha confermato il valore di un progetto capace di generare ricadute concrete per Fluminimaggiore e per l’intero territorio. Un risultato reso possibile anche grazie alle competenze, alla professionalità e alla passione delle risorse umane locali, il cui contributo è stato determinante per la qualità della manifestazione. Questa esperienza dimostra come investire nella cultura significhi creare valore, rafforzare l’identità locale e promuovere uno sviluppo sostenibile per la comunità».

Due le giurie chiamate a decretare i vincitori: la Giuria Classica, composta da Daniele Ciprì, Lucio Besana e Bianca Ferrari, e la Giuria Andaras, formata da Valeria Solarino, Lorenzo Richelmy e Federico Gironi.

Ancora una volta Andaras ha confermato la propria identità di festival diffuso, capace di mettere in relazione cinema, territorio e comunità. Un progetto nato da un’idea di Marco Corrias che continua a scegliere i luoghi della Costa delle Miniere come scenario privilegiato di incontro, dialogo e scoperta, trasformando il viaggio cinematografico in un’esperienza condivisa e contribuendo a valorizzare uno dei territori più suggestivi della Sardegna.

Ecco i vincitori della VIII edizione di Andaras Travelling Film Festival – Frontiere.

1
Best Narrative Short 2026

ANNGEERDARDARDOR

by Christoffer Rizvanovic Stenbakken (Denmark)

 

 Per aver raccontato la diversità del protagonista da una prospettiva interna, senza facili espedienti; per aver reso la sua ricerca umana e urgente, per essere riuscito a connetterla con la nostra, universale incapacità di leggere e capire il mondo;  per aver messo in scena, tramite un uso accorto di inquadrature e location, un viaggio esteriore e interiore, in luoghi geograficamente lontani ma verso una destinazione umanamente vicinissima a noi, il premio Andaras per Best Narrative Short va a “Anngeerdardardor” di Christoffer Rizvanovic Stenbakken. 

2
Best Docu Short 2026

SIXTY-SEVEN MILLISECONDS

by Fleuryfontaine (France)

Per aver coniugato l’urgenza politica con le forme del cinema sperimentale, usando la cronofotografia e la CGI per dilatare un singolo fotogramma, fino a rivelarne tutto il peso specifico; per aver dato corpo a un’immagine impossibile, trasformandola in una lucida denuncia contro la violenza di Stato, il Premio Andaras per Best Docu Short va a Sixty-seven Milliseconds di Fleuryfontaine.

3
Best Andaras Noas (New Paths) 2026

EASTER DAY

by Mykola Zasieiev (Ukraine)

 

La storia di un ragazzo fermato per strada e reclutato su due piedi per essere spedito al fronte diventa in questo cortometraggio una sorta commedia amara e gentile, venata di senso dell’assurdo, dove il contrasto tra una quotidianità semplice e banale e quello che incombe sulla popolazione fa venire i brividi più di tante scene di guerra e violenza, e dove la bontà d’animo del protagonista diventa una commovente esortazione per tutti noi.

 

4
Best Gazes from the World 2026

WALL OF DEATH GYPSY

by Didier Canaux (France)

 

La passione per il Metal, le motociclette e la vita nomade, un’armata Brancaleone che sfida il tempo e riesce a farsi bandiera della vita punk in modo orgoglioso e naturalmente scanzonato. Il regista ci regala un documento che fotografa un modo di vivere bistrattato o dimenticato dalla società moderna. Un inno alla periferia nel suo senso più ampio, un inno alla libertà.

5
Best Strange Worlds 2026

AS IF TO NOTHING

by Jia Hao Pek & Jia Jun Ang (Singapore)

 

Il viaggio quasi svogliato e certamente vano alla ricerca del suo gatto da parte di un silenzioso artigiano diventa in questo corto una sorta di trip mistico esistenziale, fatto dall’incontro e l’attraversamento di persone, luoghi e sensazioni concretissime.  Un film di straordinaria maturità formale e narrativa che regala immagini che restano impresse negli occhi e nella memoria, e che sintetizzano il meglio del cinema del sud-est asiatico recente con influenze quasi lynchiane.

6
Best Animation 2026

BROWN MORNING

by Carlo Vogele (Luxembourg)

 

Per l’accorto uso dei simboli, dapprima innocui ma sempre più spaventosi, nel rappresentare l’imporsi del fascismo;  per la transizione perfetta tra l’atmosfera tenera e serena delle prime scene all’incubo a occhi aperti delle ultime; per aver creato un’esperienza filmica che colpisce allo stomaco e non si dimentica, il Premio Andaras per Best Animation va a “Brown Morning” di Carlo Vogele. 

 

7
Special Andaras Award 2026

ALMOST CERTAINLY FALSE

by Cansu Baydar (Turkiye)

 

Per la capacità di mettere in scena un film che parla del fenomeno migratorio in modo nuovo, autentico e mai retorico. Per averci fatto vivere il dramma del distacco dalla propria terra allontanandosi dal racconto del viaggio per entrare in profondità nei meandri complessi e affascinanti dell’animo umano, ricordandoci, con la grazia di una regia impeccabile e l’ottima interpretazione degli attori, che dietro ad ogni storia di migrazione ci sono degli esseri umani.
Il premio speciale Andaras va a Almost Certainly False di Cansu Bayar.

 

8
Special Jury Prize – Andaras 2026

DOG AND WOLF

by Terézia Halamová(Czechia)

 

Per aver saputo raccontare la solitudine, il senso di colpa e il desiderio di liberazione attraverso l’attenta osservazione di un corpo e la sua messa in scena; per l’intensa interpretazione del protagonista, capace di raccontare un complesso mondo interiore; per aver creato, nel contrasto tra il caos notturno e i silenzi, uno spazio in cui riconoscersi, il Premio Speciale della Giuria Andaras va a Dog and Wolf di Terézia Halamová.

9

Best First Routes – New Generations 2026

I FIORI NON HANNO LE SCARPE

by Matteo Vicentini Orgnani (Italy)

 

Per la straordinaria interpretazione dell’attore bambino, per le scelte registiche perfettamente funzionali alla costruzione narrativa e alla trasmissione del messaggio, per il finale aperto e ricco di sfumature che ha permesso molteplici interpretazioni stimolando la riflessione e il confronto, per l’impatto emotivo e visivo e la qualità della sceneggiatura.

 

10

Andaras Honorable Mention

AMERICA

by Javier Arias-stella (Perù)


La storia della piccola America riesce con semplicità e senza retorica a farsi metafora del viaggio di emancipazione che compie ogni essere umano passando dall’ignoranza del proprio sè alla sua consapevolezza. Come nel mito della grotta di Platone, la bimba riesce, grazie al suo carattere intraprendente e tignoso, a liberarsi dalle catene della famiglia e della società iniziando il suo percorso per diventare donna.

Una fiaba raccontata con sapienza tecnica ed evidente sensibilità da parte del regista

 

11

Andaras Honorable Mention

LIKE FRIEND, LIKE DEER

by Malek Eghbali (Iran)

 

Per l’estetica dell’animazione, che unisce le texture pittoriche dell’animazione in 2D al senso di realtà del 3D, per aver creato in pochi tocchi un universo alternativo riconoscibile e credibile, per la precisione e la poesia della messinscena, l’Andaras Honorable Mention va a “Like Friend, Like Deer” di Malek Eghbali. 

Andaras Traveling Film Festival è ideato da Marco Corrias, con la direzione artistica di Joe Juanne Piras. È organizzato dall’Associazione Enti Locali per le attività culturali e di spettacolo, Associazione Andaras, in collaborazione con i Comuni di Fluminimaggiore, Buggerru e Iglesias, con il contributo della Fondazione di Sardegna, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Fondazione Sardegna Film Commission, Società Umanitaria.

Don’t Look Back In Anger | Il teaser trailer del film sugli Oasis | Dal 10 settembre al cinema

Don’t Look Back In Anger
Il teaser trailer del film sugli Oasis
ideato da Steven Knight, 
diretto da Dylan Southern e Will Lovelace

Il documentario sulla leggendaria band britannica,
prodotto da Magna Studios, arriverà il 10 settembre
nelle sale cinematografiche italiane e in IMAX®

Photo credit Simon Emmett

Il teaser trailer di Don’t Look Back In Anger, l’attesissimo documentario dedicato alla leggendaria band britannica degli Oasis, presentato da Disney+. Esattamente un anno fa, la band inaugurava il suo tour live del 2025 a Cardiff, in Galles, tornando a esibirsi insieme per la prima volta dal vivo dopo 16 anni. Prodotto da Magna Studios e Sony Music Vision, il documentario è ideato dallo sceneggiatore, produttore e regista Steven Knight (Peaky Blinders, A Thousand Blows), candidato ai BAFTA e agli Oscar®, ed è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace (Shut Up and Play the Hits, New York: La rinascita del Rock and Roll). Don’t Look Back In Anger sarà nelle sale cinematografiche italiane dal 10 settembre e in alcune sale IMAX® in tutto il mondo, prima di arrivare in streaming in esclusiva su Disney+ a livello internazionale entro la fine dell’anno.

Don’t Look Back In Anger | Teaser Trailer:
https://youtu.be/UHsCVh6RIus

Don’t Look Back In Anger racconta il trionfale tour di reunion di Liam e Noel Gallagher, “Oasis Live ’25”, uno dei ritorni rock ‘n’ roll più attesi dei nostri tempi. Il film è un resoconto esaltante di quello che è, senza dubbio, il più grande evento musicale del 2025, che cattura l’esperienza e le emozioni della band e dei suoi fan in tutto il mondo. La prospettiva unica include l’accesso alle prove, al backstage e al palco, oltre alle prime interviste congiunte di Noel e Liam da più di 20 anni. Accanto al tour mondiale tutto esaurito della band, il film esplora anche il profondo impatto emotivo di questo fenomenale momento culturale globale e ciò che la loro musica significa per il pubblico e le generazioni di tutto il mondo.

Steven Knight ha commentato: “Il tour mondiale degli Oasis ha unito generazioni, culture e nazioni, portando a un mondo diviso un messaggio di riconciliazione. Don’t Look Back In Anger non è soltanto un biglietto per lo show, ma un pass esclusivo per il backstage e un posto in prima fila per assistere al momento in cui Liam e Noel si ritrovano, per la prima volta dopo 15 anni, a raccontare come stanno le cose e come sono andate”.

Con un accesso senza precedenti e immagini mai viste prima, il film è una produzione di Magna Studios, presentata da Sony Music Vision in collaborazione con Sony Music Entertainment UK. Sam Bridger (Lewis Capaldi: How I’m Feeling Now, New York: la rinascita del rock and roll) e Guy Heeley (Peaky Blinders: The Immortal Man) sono i produttori, mentre Kate Shepherd, Marisa Clifford, Davud Karbassioun, Tom Mackay, Krista Wegener, Isabel Davis e Tim O’Shea sono gli executive producer. A guidare il team creativo e tecnico ci sono anche i sound mixer premiati agli Oscar James Mather (Top Gun: Maverick, Belfast) e Tarn Willers (La zona d’interesse), insieme al direttore della fotografia Haris Zambarloukos (Belfast, Beetlejuice Beetlejuice) e ai montatori George Cragg e Martina Zamolo.

ALTO ARTIGIANATO A SPAZIO MARGUTTA CON LUISA NEGRO JEWELS E LE BORSE DI LFLY

Un esclusivo connubio di eleganza, creatività e maestria artigianale ha animato il cuore della Capitale in occasione del Fashion Party ospitato nella prestigiosa cornice di Spazio Margutta. Lo Showroom situato nella celebre via degli artisti, si conferma un hub culturale e commerciale di riferimento per la promozione del Made in Italy. Guidato da Grazia Marino e Antonio Falanga, lo spazio è da anni un trampolino di lancio per designer emergenti e una vetrina esclusiva per i brand consolidati che cercano un posizionamento di prestigio nel mercato dell’alto artigianato e della moda d’autore.

 

L’evento ha catalizzato l’attenzione del mondo della moda romano, registrando una straordinaria affluenza di pubblico, giornalisti del settore, influencer ed esperti di costume, accorsi per scoprire in anteprima le nuove collezioni di due eccellenze del design contemporaneo: Luisa Negro Jewels e LFLY di Laura Franceschelli.

 

Luisa Negro Jewels: Il brand si distingue per una ricerca estetica che fonde contemporaneità e tradizione orafa. Ogni gioiello è una scultura da indossare, nata da un’attenta selezione di materiali nobili come l’argento e il vetro di murano. La nuova collezione presentata ha incantato il pubblico per la pulizia delle linee e la capacità di trasmettere una forte personalità, pensata per una donna che ama distinguersi con dettagli unici e mai banali.

 

LFLY di Laura Franceschelli: Marchio emergente nel panorama della pelletteria di lusso, LFLY unisce la funzionalità quotidiana a un design geometrico e sofisticato. Le borse della stilista Laura Franceschelli, realizzate rigorosamente a mano con pellami di altissima qualità, si caratterizzano per dettagli metallici identitari e accostamenti cromatici audaci, celebrando una femminilità moderna, dinamica e cosmopolita.

 

A valorizzare e rendere dinamica l’esposizione sono state due splendide modelle che, muovendosi tra gli ospiti, hanno indossato i gioielli e le borse dei due brand. Questa scelta coreografica ha permesso ai presenti di ammirare dal vivo la perfetta sinergia tra gli accessori, la vestibilità delle creazioni e la luce dei materiali, trasformando l’evento in una vera e propria performance di stile.

 

Il Fashion Party si è rivelato un importante momento di networking e condivisione, confermando come la sinergia tra design del gioiello e arte della pelletteria possa dare vita a percorsi di stile inediti e vincenti, organizzato in una delle location più suggestive del panorama romano.

 

SALOMON E PARIS OPÉRA BALLET: DUE MONDI, UN’UNICA CULTURA DELLA PERFORMANCE

Salomon Opéra de Paris annunciano una nuova partnership che mette in dialogo due mondi solo apparentemente distanti, ma uniti da una stessa idea di performance.

A partire dalla stagione 2025 – 2026, Salomon diventa infatti Official Equipment Partner del Balletto dell’Opéra de Paris, la storica compagnia che incarna l’eccellenza del balletto classico.

Per le prossime tre stagioni, i 154 danzatori della celebre compagnia d’oltralpe saranno accompagnati da Salomon in ogni fase della loro pratica: dal riscaldamento agli allenamenti, dalle prove al recupero, fino agli spostamenti.Calzature da training, abbigliamento tecnico e accessorientrano a far parte del loro lavoro quotidiano, dentro e fuori dalla sala prove.

Una collaborazione inaspettata, eppure naturale. Tutto nasce da una cultura condivisa: il movimento. Dal palcoscenico agli spazi outdoor, danzatori e atleti si muovono secondo gli stessi principi: precisione, tecnica, preparazione, ricerca continua.

Ogni giorno, i danzatori del Balletto costruiscono capacità fisiche e mentali straordinarie. Una pratica fatta di ripetizione e controllo del gesto, dove dietro ogni performance si celano anni di disciplina silenziosa.

Da quasi 80 anni, Salomon sviluppa i propri prodotti al fianco di atleti impegnati nelle discipline più esigenti: dal trail running alla corsa su strada, fino agli sport invernali competitivi. Sempre con lo stesso obiettivo: aiutare le persone a progredire, superare i propri limiti, esprimersi al meglio.

Da questa affinità nasce la partnership. Un incontro in cui la performance non coincide con il risultato finale, ma con tutto ciò che la precede: la ripetizione, la disciplina, la cura del dettaglio, l’impegno che non si vede.

Salomon entra così nella quotidianità dei ballerini, trovando in loro una fonte di naturale ispirazione: la precisione del gesto, il rigore, la padronanza del movimento.

A segnare l’inizio della collaborazione, una prima espressione visiva con protagonisti i veri danzatori del Balletto dell’Opéra de Paris.

“Il Balletto dell’Opéra de Paris incarna una forma rara di performance: esigente, precisa, costruita nel tempo attraverso la ripetizione e l’impegno quotidiano. In Salomon riconosciamo la stessa cultura dello sforzo. Questa partnership nasce in modo naturale, dall’incontro tra due mondi uniti dal movimento, dalla disciplina e dalla ricerca dell’eccellenza.” – Guillaume Meyzenq, President & CEO, Salomon.

“Il benessere e le condizioni di allenamento dei nostri danzatori sono al centro di tutto. Questa partnership con Salomon riflette la volontà di sostenerli con strumenti e dotazioni che siano all’altezza della loro pratica.” – José Martinez, Direttore della Danza, Opéra de Paris.

 Il Balletto dell’Opéra de Paris riunisce professionisti la cui disciplina e dedizione quotidiana ispirano il massimo rispetto. Siamo felici di accogliere Salomon tra i nostri partner e di condividere con loro questa visione comune della performance.” — Alexander Neef, Direttore Generale, Opéra de Paris