GIULIA SOLLAI PER MARELLA SS21
La collaborazione proposta da Marella per la SS21 mixa fashion utility ed estetica italiana.
Giulia Sollai, artista nata a Cagliari nel 1986 ed emiliana di adozione, anticipa l’estate dipingendo per il brand sei illustrazioni ispirate all’estate e alle donne italiane, “donne dalla personalità forte e dal portamento femminile che si godono la bellezza delle piccole cose”.
Le illustrazioni, istantanee di vita quotidiana e libera, all’aria aperta, sono proposte su T-shirt dal fit timeless declinato in colori estivi (giallo, bianco, azzurro, arancio).
Ognuna con un proprio mondo visivo, evocano un immaginario che fa sognare: Aperitivo in spiaggia, Il caffè al bar, Donne e natura, Ritratto di donna, Donna con scialle, Donna e cibo.
“un picnic estivo davanti ad un bel prato, il profumo di una pizza che ti mette il buonumore, un fresco aperitivo dissetante e rigenerante davanti al mare, un caffè in tranquillità dopo aver letto qualche pagina di un libro, una passeggiata tra le nostre splendide architetture di cui ci sentiamo orgogliosi… immagini e ricordi legate all’Italia, al nostro Bel Paese”, sottolinea l’autrice.
Dopo un percorso in Arti visive e applicate, Giulia si dedica parallelamente sia a collaborazioni con brand della moda che a progetti indipendenti, e dal 2014 nutre il blog artistico da lei fondato “La Casetta dell’Artista” al contempo home studio, galleria d’arte, atelier location per eventi culturali, un bed & breakfast nel centro di Bologna.
THE FATHER – NULLA E’ COME SEMBRA. AL CINEMA
The Father – Nulla è come sembra arriva in Italia solo al cinema. Un passo importante per supportare la riapertura delle sale e offrire al pubblico l’opportunità di vedere il film di Florian Zeller con protagonisti Anthony Hopkins e Olivia Colman, premiato agli Oscar© 2021 per l’interpretazione di Anthony Hopkins come Migliore Attore Protagonista e per la Migliore Sceneggiatura Non Originaledi Florian Zeller e Christopher Hampton.
The Father – Nulla è come sembra è tratto dall\’opera teatrale \”Il padre\” (Le père) scritta da Florian Zeller e andata in scena per la prima volta a Parigi nel 2012, conquistando il premio Molière per la Miglior commedia, prima di debuttare a Broadway e nel West End londinese, dove ha ottenuto premi Tony e Olivier per il Miglior attore (rispettivamente a Frank Langella e Kenneth Cranham). Zeller firma la regia dell\’adattamento cinematografico – il suo esordio nel lungometraggio – girato a Londra da una sceneggiatura che ha scritto a quattro mani con Christopher Hampton (Espiazione, Le relazioni pericolose).
Anthony ha 81 anni. Vive da solo nel suo appartamento londinese e rifiuta tutte le persone che sua figlia Anne cerca di imporgli. Presto però Anne non potrà più andarlo a trovare tutti i giorni: ha preso la decisione di trasferirsi a Parigi con un uomo che ha appena conosciuto…
Ma se è così, allora chi è l\’estraneo che piomba all\’improvviso nel soggiorno della casa di Anthony, sostenendo di essere sposato con Anne da oltre dieci anni? E perché afferma con tanta convinzione che quella dove vive è casa sua e della figlia? Eppure Anthony è sicuro che quello sia il suo appartamento. Sembra esserci nell\’aria qualcosa di strano, come se il mondo ad un tratto avesse smesso di seguire le regole abituali.
Smarrito in un labirinto di domande senza risposta, Anthony cerca disperatamente di capire che cosa stia succedendo attorno a lui.
The father – Nulla è come sembra è il racconto di un uomo la cui realtà si sgretola pian piano davanti a nostri occhi.
DAL 4 AL 6 GIUGNO PROIETTATA ALLA CHIESA DEGLI ARTISTI A ROMA
Venerdì 4, sabato 5 e domenica 6 giugno per la prima volta verrà proiettato all’interno della volta della Basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo “The Last Supper: the Living Tableau” lo straordinario corto metraggio sull’ultima cena di Leonardo realizzato da Armondo Linus Acosta, con la collaborazione di Vittorio Storaro, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.
“L’Ultima Cena” di Leonardo da Vinci prende vita e diventa un cortometraggio della durata di 9 minuti. Succede grazie a “The Last Supper: the Living Tableau” del Maestro Armondo Linus Acosta, regista e creatore, che per realizzarlo ha riunito tre maestri della cinematografia mondiale, ciascuno vincitore di tre premi Oscar: Vittorio Storaro, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. Potrà essere ammirato in una cornice speciale, in occasione del Corpus Domini: venerdì 4 (dalle 17 alle 22), sabato 5 e domenica 6 giugno (dalle ore 12 alle 22 sia il sabato che la domenica) verrà infatti proiettato all’interno della volta della basilica di Santa Maria in Montesanto, la Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo, che verrà oscurata in modo da mostrare al meglio l’installazione. L’iniziativa ha il patrocinio del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, dell’Ufficio Comunicazioni sociali del Vicariato di Roma, del Ministero per i Beni e le Attività culturali, del Comune di Roma e della Fondazione Film Commission di Roma e del Lazio.
«Quest’anno – spiega il rettore della basilica monsignor Walter Insero – per il Corpus Domini non si sono potute organizzare le tradizionali processioni per il centro di Roma, così si è pensato a un momento meditativo e un invito alla preghiera. Partendo dal capolavoro di Leonardo, reinterpretato in chiave cinematografica, saremo aiutati a contemplare il mistero dell’Eucarestia nella solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo».
Le note dello Stabat Mater di Rossini accoglieranno il visitatore che si troverà immerso in un paesaggio debolmente illuminato. Pian piano entrando vedrà gli apostoli, da soli, già seduti a tavola; quindiGesù, al centro, che benedice il pane e il vino e annuncia il tradimento da parte di uno di loro. Il tutto è ripreso molto lentamente, con grande attenzioni alle luci e ai dettagli. «Ho filmato “The Living Tableau” intenzionalmente al rallentatore estremo poiché non considero questo lavoro un film in sé, ma appunto un “tableau”. Un pezzo minuziosamente accurato in cui hai l’opportunità di meditare sui dettagli divini di questo straordinario capolavoro mistico di Leonardo da Vinci», spiega Acosta.
«Leonardo mette Gesù al centro della scena perché in questo modo vuole dire: Gesù è Dio che diventa uomo, e quest’uomo è comunque il centro del mondo, il centro dell’universo», aggiunge Vittorio Storaro. Tutti i particolari del dipinto – datato 1494-1498 e realizzato nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano – sono stati ricostruiti fedelmente. Per i costumi, sono stati realizzati calchi di gesso di supporto, in modo che gli attori che interpretano gli apostoli potessero mantenere con più facilità le posizioni immaginate da Leonardo. Nessuno di loro è un professionista: si tratta di persone che lavoravano sul set e che sono stati notati da Acosta per la somiglianza con i personaggi dipinti da Leonardo. Un apostolo, Taddeo, è impersonato dallo stesso regista: «Ho fatto come Alfred Hitchcock!», scherza il cineasta americano.
«Come il carrello di Vittorio Storaro che arriva proprio dentro il set, noi facciamo la stessa cosa – osserva Francesca Lo Schiavo –: andiamo dentro il quadro, dentro l’anima degli apostoli e assistiamo al miracolo di Gesù. Io credo che questo interessi tutto il mondo. Mi ha molto toccato l’idea di partecipare a questa operazione, a questa realizzazione». Entusiasta del progetto anche Dante Ferretti: «Tutto è nato da quando Armondo mi ha chiamato a Roma e mi ha proposto di ricostruire l’Ultima Cena di Leonardo – spiega –. Dovevamo far diventare viva la pittura, con personaggi veri, che si muovono. Mi è sembrato molto interessante e ho detto subito di sì».
Nella settimana del Corpus Domini questo incredibile evento guarda alla rinascita post pandemia e alla riapertura nel luogo sacro pereccellenza: la Chiesa. La Basilica degli Artisti di Roma conferma il connubio straordinario tra la sacralità religiosa e la sacralità artistica che insieme sono proiettate verso l’infinito e l’immensità, oltre.








