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The Guardian Of Fashion
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Barbara Molinario in collaborazione con l’Accademia L’Oréal di Roma presenta la seconda edizione di Beauty Haute Couture, un FNM Events dedicato al mondo dell’Haute Couture e del Wedding.
La giornata dedicata a “Beauty Haute Couture 2.0” è prevista per il prossimo 10 febbraio, nella settimana che precede San Valentino, presso l’AccademiaL’Oréal a Piazza di Spagna.
“Beauty Haute Couture 2.0” è un percorso di bellezza per le donne, per le fidanzate, per le single, per le future spose e per tutte le donne che hanno la voglia di provare un nuovo look, un’acconciatura, in vista di un evento importante, e che potranno anche essere accompagnate dai maschietti curiosi. Per l’occasione Accademia L’Oréal presenta Matrix Oil Wonders Rose, le partecipanti potranno provare i prodotti professionali per capelli a base di olii dalla gradevole profumazione di rosa, che danno volume senza appesantire. Si tratta di 3 prodotti, shampoo, conditioner, spuma e hairspray, più un prodotto tecnico ad uso esclusivo del parrucchiere: un pre shampoo che serve a preparare il capello sensibilizzato trattandolo dalla radice alle punte. Le manicuriste Essie proporranno, insieme alla manicure dalla perfect execution, tutti i rosa di San Valentino per una manicure al bacio.
Il percorso vedrà protagonisti tutte le realtà legate al mondo della sposa e a quello del lusso: una gioielleria proporrà fedi, orecchini e collier ma anche proposte per il regalo perfetto per san Valentino; un fioraio i bouquet e gli allestimenti floreali; un’agenzia viaggi; il catering; bomboniere; dolci; scarpe; underwear.
Tra gli ospiti Es!by Cristys che crea per le spose del terzo millennio un intreccio di fili, nastri, perle e cordoni danno vita a bijoux insoliti, bouquet che durano tutta la vita, simbolo di amore eterno. I bouquet gioiello, realizzati in filo di alluminio smaltato in vari colori, sono decorati con pietre in resina, cristalli o Swarovski.
Casa Chic offrirà una panoramica sui complementi d’arredo più attuali. Wolford, marchio austriaco e leader a livello mondiale di lingerie esclusiva e bodywear di alta qualità esporrà la Collezione 2016 con il suo stile moderno e minimalista.
Sarà presente la Wedding Planer Maria Rosa Borsetti, fondatrice di Decò Eventi, per dare consigli pratici sull’organizzazione del matrimonio, ricevimenti, cene di gala, dove regneranno sovrane eleganza, raffinatezza, originalità e creatività, elementi che rendono unico un evento.
Il Guscio Viaggi, agenzia fondata daGiancarla Tarantino, disegna ad hoc itinerari e tour di grande impatto, per disegnare viaggi indimentcabili.
La cake maker Kelly Evans e 3Broke Girls accoglieranno gli ospiti con i prodotti HAPPY BAKING e le cup cake decorate in esclusiva per Beauty Haute Couture 2.0. I dolci saranno accompagnati da un ottimo caffè firmato Momento Espresso che inonderà l’Accademia L’Oreal con il suo inconfondibile e fragrante aroma.
Ospiti d’eccezione la scrittrice Iolanda Pomposelli, che firmerà il suo libro dedicato all’amore “D’altronde sono uomini”. La poetessa Antonella Pagano,vincitrice di numerosi premi e impegnata nel sociale si esibirà in una delle sue performance esibendo due delle sue “Metafore d’Arte”: una Giacca ed un Abito che recano inscrizioni manoscritte dalla poetessa e firmate da etichette in oro realizzate dal famoso laboratorio orafo D’orica.
L’evento è approvato da Pinktrotters, i media partner Matrimonio.com, punto di riferimento mondiale per il mondo del matrimonio e leader nel settore della comunicazione sul wedding, vanta la community di spose più grande del web e Fashion News Magazine mamma di FNM Events, e Albo Hostess, la nuova piattaforma italiana per hostess e steward.
FNM Events, nasce da un’idea della pr Barbara Molinario e prevede un fitto calendario di appuntamenti che si susseguono in location esclusive e sempre all’insegna del lusso e del trendy. Un nuovo modo di fare eventi, un appuntamento di pubbliche relazioni intense, sperimentato da FNM Events negli appuntamenti già realizzati, che hanno visto la partecipazione di personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e della politica, giornalisti, blogger ed esperti di moda e bellezza. L’aspetto “social” è molto presente con la creazione di hashtag mirati per diffondere l’evento ed i diversi partner su Instagram, Twitter e Facebook.
Ingresso su invito, le richieste potranno essere inviate al seguente indirizzo:
Barbara Molinario
Dopo due stagioni milanesi, Daniele Amato ha scelto nuovamente AltaRoma per presentare la sua collezione autunno/inverno 2016-2017.
Con Genesis, Artigianato Creativo, il designer ha privilegiato la manifestazione capitolina e confezionato per il pubblico un evento in cui raccontare il proprio prodotto.
Domenica 31 gennaio, The Deer Club, l’esclusivo lounge dell’Hotel Dom di Via Giulia, si è trasformato in uno spazio laboratorio in cui due artigiani hanno costruito dal vivo alcuni dei modelli disegnati da Daniele Amato.
«Il mio prodotto nasce in laboratorio, dove passo la maggior parte del tempo. Nel mio lavoro, la parte creativa è importante quanto quella pratica e non potrei pensare ad una scarpa o ad una borsa senza sviluppare l’intero procedimento necessario per “assemblarla”. Penso che AltaRoma sia il contesto perfetto per mostrare questa parte del mio brand perché qui l’artigianato è apprezzato e compreso nel suo valore più intimo», ha dichiarato il designer.
La collezione autunno/inverno 2016-2017 di A.D. Amato Daniele è pensata come un’evoluzione della precedente primavera/estate: ispirata alla dea della mitologia classica Diana, è un omaggio alla natura spesso contrastata della donna. Per il giorno, i colori dominanti sono il fuxia, che sfuma in diverse tonalità di rosa e di rosso; il verde, che si arricchisce di sfumature blu/violette in preziosi tessuti laminati, e il crema. Per la sera le tonalità del blu e del nero si fanno preziose e dense grazie alla mano avvolgente dei velluti.
Se la décolleté è immancabile, ad affiancarla è uno stivale che sale leggermente sopra la caviglia, stringato e con una chiusura a fibbia, declinato in diverse varianti; non mancano due modelli di cuissarde, di tendenza anche per la prossima stagione, pensate sia con il tacco che flat. Per la sera scendono le altezze e si aggiunge un modello di pantofola dal sapore vagamente maschile. I pellami che dominano la collezione sono il vitello nappato e il camoscio, alternati e arricchiti da dettagli in pitone e stampe cocco.
PHOTO : MARCO BARBARO
Aracne, poiché osservando alcune delle architetture di Eric Owen Moss, appaiono, a primo impatto, come ragnatele tessute casualmente. Filamenti imprevisti a delineare spazi e profili. Ed è proprio la temerarietà delle ipotesi progettuali di Moss, il modo in cui esse accolgono il manifestarsi dell\’imprevisto lasciando spazio, senza ostacolarli, a nuovi possibili ordini temporanei, a ispirare Sabrina Persechino, architetto prima ancora che stilista.
Moss mette in pratica quella che egli stesso definisce provocatoriamente la teoria dell\’architettura di Penelope: come la fedele moglie di Odisseo, la quale disfaceva, durante la notte, il telo che aveva tessuto durante il giorno, così l\’architetto, quando progetta, fa e disfa allo stesso tempo. La Persechino disfa gli abiti come Moss disfa gli edifici. Prospetti apparentemente vuoti, sventrati sulle sensuali schiene e sui decolté profondi.
La volontà profonda di mettersi sempre alla prova e la continua ricerca di contaminazioni portano Sabrina Persechino a sperimentare l’utilizzo di nuove trame e orditi composti a volte di tagli apparentemente casuali, spesso di tagli paralleli come pettini di un telaio.
Non può mancare un riferimento alla dea Aracne, giovane tessitrice trasformata in ragno da Atena (la dea greca che aveva insegnato agli esseri umani la tessitura e tutte le arti), e pertanto al peplo, abito tipico delle regioni elleniche.
Proprio come un ragno, filatore virtuoso e abile trapezista che oscilla su un filo di seta , così, le stoffe tessono gli abiti della collezione Primavera Estate 2016.
I colori argentei e lunari, come ragnatele bagnate dalla brina mattutina, oppure ferrosi e incisivi come gli intarsi di Moss sugli edifici.
Di Moss sono stati presi in esame e sviscerati la (W)rapper Tower, il Waffle e il Box.
Torre (W)rapper: un groviglio di archi che avvolge l’edificio: apparentemente un superficiale decoro silvestre, che in realtà costituisce il sistema strutturale dell’edificio. La strategia concettuale del progetto percorre infatti una tecnica strutturale che applica principi di geometria polare
rettangolare: un sistema continuo di nastri curvilinei, che avvolgeil parallelepipedo, né travi, né colonne, permettendo così un interno completamente aperto che contribuisce a una vista senza ostacoli di ogni piano. Un esoscheletro disegnato da 14 bande metalliche di cui 11 forniscono rigidità laterale creando il sistema portante principale dell’edificio. Ogni banda emerge dalle pareti esterne prima di gettarsi nell\’elevazione dell’edificio seguendo un arco con raggio e centro unico. Le bande corrono parallele alla facciata prima di girare, spezzandosi a 90° in corrispondenza degli angoli dell’edificio, per poi risolversi nei cinque iperbolici muri di sostegno in cemento armato. Così i tagli e le strisce in pelle e metallo corrono lungo la superficie bianca degli abiti, semplici nella loro struttura, definendone le trasparenze.
Waffle: così denominato per la superficie esterna: un esoscheletro a griglia che si intensifica in prossimità delle aree di curvatura. La griglia è formata da un nido di lastre di acciaio incrociate, con funzione di brise-soleil, supportate da tubi di diametro da 18 pollici che si piegano per accogliere la torsione della struttura. La facciata utilizza una fitta rete di sezioni rette in acciaio che curvano dolcemente intorno alla struttura del padiglione.
Dalla densa rete, costituita da lamine di acciaio parallele, emergono quelle verticali, che ispirano gli abiti nelle gradazioni del cobalto le cui fasce parallele avvolgono le curve della silhouette femminile.
Box: è un intervento, di recupero di un capannone esistente sul Boulevard National a Culver City. E’ una versione ibrida della scatola convenzionale a forma ortogonale. Il principio geometrico tradizionale diventa un oggetto, modificato e disfatto in alcune parti, che converte la scatola in una forma irregolare, talvolta sventrata, ma ancora riconoscibile e riconducibile alla sagoma originaria. I due lucernari a tre lati, agli angoli nord-ovest e sud-est, che uniscono le due pareti del Box al tetto, sono essi stessi analoghe scatole teoriche di vetro, posizionate su angoli opposti dello spazio conferenze e che disfano gli spigoli per aprire la veduta sugli alberi circostanti e il cielo. Il materiale superficiale è un intonaco cementizio quasi nero sia all\’interno che all\’esterno. Allo stesso modo gli abiti in seta nera, tagliano i bustier aprendo le ampie e definite scollature.
Tra i tessuti utilizzati prevalgono le sete ordite a telaio oltre che duchesse, cady, e crepon.
La cartella colori è influenzata dalle architetture a cui la collezione si ispira: bianco, nero, toni del cobalto. E un romantico rosa argenteo per il peplo della dea Aracne.