scene Fabiana Di Marco • costumi Susanna Proietti • luci Umile Vainieri
musiche Fabio Abate • assistente alla regia Maria Stella Taccone
traduzione e regia VIRGINIA ACQUA
SALA UMBERTO
Dal 17 al 28 APRILE – h 20:30
Riccardo è un giovane regista cui viene proposto di tenere un seminario di teatro in un carcere. Spera in una forte affluenza, ma non si presenteranno che due detenuti. Kevin, il cane sciolto e il più anziano, mite e taciturno Angelo. Riccardo, assistito dalla sua aiuto regista, incidentalmente anche sua ex moglie e dalla solerte assistente sociale che lo ha contattato per il corso, decide suo malgrado di tentare comunque l’impresa.
Un incrocio vorticoso di storie e stati d’animo, che vengono rappresentati in tempo reale e flashback con ritmi forsennati da cinema. Tempi e luoghi si avvicendano, gli attori di volta in volta oltre il loro personaggio principale devono poi recitare i personaggi della vita che ciascuno di loro fa rivivere nel proprio ricordo. Il tutto con una messa in scena che non ha un momento di sospensione.
Tutto è fluido, scorrevole, dinamico, logico eppure “incastratissimo”. C’è del genio in questa scrittura così essenziale, ma proprio per questo così chirurgica.
Il testo è sorprendente perché́ Michalik semina tanti indizi, che sembrano scollati, e poi, nei momenti giusti, li unisce, e ti fa avanzare un pezzettino nella trama e capisci che una trama c’è, che quella gente non sta lì a caso, che un disegno perché́ le loro vite si siano intrecciate, c’è un motivo, ma quale?
Ci si commuove, si rimane imbambolati, si capisce perché́ il teatro deve far parte della vita di ciascuno, pure di chi non lo fa. Ed ecco che il pubblico alla fine esce e in strada ne parla, commentano e ne parleranno ai loro amici, che poi tocca prenotare con un mese di anticipo su internet o non entri!
Marella, contemporary brand di abbigliamento appartenente a Max Mara Fashion Group, partecipa alla Milano Design Week 2024 con un’installazione ad opera dell’artista siciliano Domenico Pellegrino. L’installazione illuminerà le vetrine e l’interno del flagship store Marella di Corso Vittorio Emanuele. L’opera, fortemente ispirata al mito della nascita della Primavera come forza universale e rigenerativa, è caratterizzata da installazioni di legno e luminaria colorate da smalti acrilici, tratto distintivo dell’artista.
Le parole “giuste” selezionate dall’artista e integrate nell’opera sono Forza, Armonia, Amore, Delicatezza, Calma, Leggerezza, Energia e Fiducia, ciascuna mirata a veicolare i valori del brand e il punto di vista di Pellegrino sull’universo femminile. Un messaggio poetico, multiculturale e fortemente dedicato alle donne, coerente con il concept di women empowerment che il brand ha lanciato nel 2022.
All’interno dell’installazione una frase nascosta e un impattante wall fiorito genereranno interazione e UGC con lo scopo di viralizzare l’iniziativa e i messaggi in essa contenuti. Lo store Marella ospiterà anche il brand di design Et al. arredando lo spazio di vendita con le sedute ARI, presentate in anteprima al Salone del Mobile 2024.
L’opera luminaria sarà fruibile al pubblico dal 12 Aprile fino alla giornata di chiusura della Design Week, 21 Aprile 2024.
Dal 15 al 21 aprile Triennale Milano e Alcantara presentano Generating Visions. Alcantara in the Arts, a cura di Damiano Gullì, curatore per Arte contemporanea e public program di Triennale.
La mostra è un viaggio inedito nell’archivio storico di Alcantara, frutto della sua sperimentazione pluriennale nel mondo dell’arte, del design e del teatro contemporanei. Viene presentata in Triennale Milano una selezione di opere di artisti e artiste italiani e internazionali, diversi per generazione, pratica e poetica, invitati negli anni dall’azienda a misurarsi con il materiale Alcantara.
L’azienda ha da sempre instaurato un rapporto di collaborazione con designer e creativi di tutto il mondo nei più diversi ambiti della progettualità e successivamente ha assunto un ruolo proattivo nelle relazioni con gli autori, intuendo le potenzialità di sviluppo di un dialogo alla ricerca di nuove modalità espressive e possibilità di applicazione. L’avviamento di una serie di progetti speciali ha infine definito una modalità di intervento in ambito artistico nuova e unica.
L’esposizione propone un dialogo inedito tra le opere di Yuri Ancarani(Ravenna, 1972), Alberto Biasi (Padova, 1937), Zhang Chun Hong(Shenyang, 1971), Qin Feng (provincia di Xinjiang, 1961), Soundwalk Collective (collettivo fondato da Stephan Crasneanscki a New York nel 2000), Nanda Vigo (Milano, 1936 – 2020) e Lorenzo Vitturi (Venezia, 1980), generativo di nuove visioni e immaginari legati alla natura e al paesaggio, all’architettura, al suono e alla calligrafia.
Attraverso una selezione di video di archivio la mostra offre inoltre l’occasione per ripercorrere tutte le collaborazioni sviluppate in un costante scambio e dialogo con artisti visivi, fashion e industrial designer, registi, videomaker, architetti e musicisti.
Alcantara fu definito il “materiale del futuro”. Oggi, grazie al dialogo aperto con le avanguardie creative e alle innumerevoli collaborazioni strette negli anni con autori e Istituzioni di primo piano nel mondo, è diventato parte integrante del processo creativo, un medium che lungi dal rivestire le visioni, le genera.
Durante la Milan Design Week sarà disponibile presso il bookshop di Triennale Milano ALCANTARA La materia dell’arte, pubblicazione edita da Skira editore e curata da Luca Masia, che racconta la genesi e l’evolversi della speciale relazione tra Alcantara e il mondo dell’arte e della creatività.
LE OPERE
Le opere si focalizzano sul rapporto con il materiale: in Torsione Sovrapposta(2019), opera di Alberto Biasi che apre il percorso espositivo, l’artista porta avanti la sua indagine sulla percezione del reale generando effetti ottici stranianti e sempre mutevoli anche al minimo spostamento del punto di vista dell’osservatore.
Il video The Future Landscape (2012) di Yuri Ancarani, nella analitica, e poetica, registrazione dei dinamici movimenti del materiale, ne evidenzia la viva sensorialità, trasformandolo in cangianti onde dall’andamento mutevole.
Nell’opera Infinity of Temples (2020) di Qin Feng la spontaneità del movimento calligrafico sprigiona un’energia primordiale, esprimendo il principio filosofico taoista del Wu Wei “agire nel non agire”. Per lo sfondo dei suoi dipinti a inchiostro, l’artista impiega tè, a rappresentare l’Oriente, e caffè, l’Occidente, alludendo così alle diversità culturali e al tentativo di porle in dialogo.
In Fall di Zhang Chun Hong (2020) natura, corpo e calligrafia diventano un tutt’uno. A partire dalla suggestione dei lunghi capelli di una donna, dipinti secondo lo stile Gongbi – tecnica realista della pittura cinese, caratterizzata dalla grande accuratezza dei dettagli -, l’artista crea una installazione scultorea evocativa di forza vitale, energia sessuale, crescita e bellezza.
Lavorando sull’alterazione delle proporzioni attraverso diversi passaggi dal micro al macro, Lorenzo Vitturi in The Garden Inside the Thread (2017), ha ingrandito porzioni di immagini derivate da una serie di riprese delle varie fasi di produzione della materia e le ha trasformate in sculture multiformi e dalle colorazioni cangianti per dare vita a un giardino psichedelico e onirico.
Immaginari fantascientifici e progetto architettonico si fondono e confondono nella restituzione tridimensionale di un disegno in pianta dell’architetto Paolo Soleri degli anni sessanta. Con Arch/Arcology (2018) Nanda Vigo rende così un originale tributo a Soleri e, al contempo, offre una inedita reinterpretazione di un suo lavoro incompiuto.
Infine, l’opera sonora Resonance di Soundwalk Collective (2017) si basa su uno straniante incontro e scambio tra artificiale e naturale. Il materiale Alcantara e l’attività produttiva a esso legata sono evocati, in assenza, attraverso la rielaborazione dei rumori macchinici e ambientali che animano quotidianamente lo stabilimento dell’azienda.
In occasione della Milano Design Week 2024, Fratelli Rossetti e Fondazione Achille Castiglioni, due eccellenze del Made in Italy, si uniscono in una sinergia che celebra la storia, il savoir-faire e la creatività distintiva di entrambi.
A suggerire questo prestigioso connubio tra moda e design sono le molteplici affinità, la presenza all’interno delle proprie creazioni di un’icona ispirata allo storico quartiere degli artisti, Brera, il mocassino di Fratelli Rossetti e la lampada di Achille Castiglioni; due mondi che hanno segnato le loro piccole e grandi rivoluzioni, e indissolubilmente intrecciate alla città di Milano.
La collaborazione prende vita nel contesto della mostra “Progetti per servire, i Castiglioni e la ristorazione” curata da Marco Marzini e Chiara Alessi all’interno degli spazi della Fondazione, dove Fratelli Rossetti è presente con il concept di Marco Marzini “Invisible visitors – Visitatori invisibili”.
A dialogare in maniera simbiotica con il racconto espositivo sono i visitatori invisibili, degli osservatori misteriosi che si aggirano lungo il percorso dell’allestimento. È solo attraverso l’icona per eccellenza di Fratelli Rossetti, il mocassino Brera, che riusciamo ad individuarli e a percepire la loro presenza.
“I visitatori sono presenti ma invisibili, ne vediamo solo le loro calzature, un elemento di stile che li definisce, in posa, in attesa, in contemplazione, come estensione e rappresentazione esemplificata di un atteggiamento”.
Lunedì 15 Aprile avrà luogo un esclusivo evento di apertura all’interno della Fondazione Achille Castiglioni, in Piazza Castello 27, che vedrà come partner la storica e prestigiosa cantina Berlucchi, con cui Fratelli Rossetti ha avviato una collaborazione di lunga data all’insegna della qualità.
Durante la settimana del Fuorisalone, l’installazione sarà visitabile previa prenotazione tramite mail: