ELISABETTA FRANCHI FASHION SHOW FW22-23

 Rivoluzionaria, autentica e prestigiosa, con uno stile sempre attuale e una forte identità. Questa è la donna di Elisabetta Franchi, che la stilista traduce in una sfilata senza precedenti. Non più solo modelle che interpretano uno stereotipo femminile, ma anche donne vere, credibili, contemporanee, che ogni giorno rappresentano il brand nel mondo, le veste e le porta in passarella per promuovere un modello di autenticità femminile.Sono le donne che da sempre scelgono le creazioni della maison, che vestono il brand nella vita di tutti i giorni e che ne condividono i valori. Sono tutte quelle donne che con le loro diverse personalità hanno trovato ispirazione in Elisabetta   Franchi, contribuendo alle sue creazioni. In un continuo scambio fra la stilista e le sue interpreti, prende forma una collezione che segna un nuovo capitolo del marchio.La passerella si accende di passione: il red velvet danza con il nero assoluto e si illumina nello smeraldo. I corpi fasciati e sensuali, il passo femminile e deciso sono un elogio alla bellezza e alla vanità, alla forza e allo spirito femminile.La collezione Fall-Winter 2022-23 mescola scelte estetiche e messaggi. È un manifesto contemporaneo che mette al centro l’esperienza creativa, e la consapevolezza del corpo è un racconto gioioso che mette in scena gli abiti in una suggestiva dimensione senza tempo. Giochi di luci e musica accompagnano lo show in un crescendo di emozioni e vibrazioni positive che rivela un movimento di donne oltraggiose, decise, consapevoli e terribilmente sensuali, pronte a portare nel mondo un messaggio di cambiamento.

TRUSSARDI FW 22-23


 La nuova Trussardi dei direttori creativi Benjamin A. Huseby e Serhat Işık.

La sfilata si e’ svolta presso il negozio e il café in fase di ristrutturazione, al piano terra di Palazzo Trussardi. L’ambientazione rispecchia la volontà di riportare alla luce la casa di moda fondata nel 1911 e una delle più storiche a sfilare durante la fashion week di Milano. Scoprire gli strati per arrivare fino alle fondamenta è alla base del processo creativo di Benjamin A. Huseby e Serhat Işık per la nuova narrativa Trussardi, che inizia oggi.

“La casa Trussardi è stata trascurata per tanto tempo, come una bella addormentata per quasi un quarto di secolo. Con questa metafora in mente, abbiamo voluto creare una nuova narrativa fatta di un insieme di fiabe fantastiche e di codici stilistici reali di come la gente si veste per le strade di Milano. Questo gioco fra fantasia e realtà, tra storico e presente, è diventato la chiave per dare vita a un linguaggio Trussardi ben definito,” Benjamin A. Huseby, Serhat Işık.

Per Benjamin A. Huseby e Serhat Işık il tempo non è lineare, ma un loop, un eterno ciclico rinnovo della vita dove la memoria prolunga il passato per unirlo al presente. I designer hanno ridisegnato il simbolo di Trussardi che ora diventa un uroboro raffigurante l’iconico levriero italiano che si mangia la coda. Nella loro nuova visione ciclica non c’è gerarchia, il modo di vestire è concepito per un mondo che vive tanto in un passato storico quanto nel presente, aggrappandosi a ciò che è stato mentre si va avanti.

Il punto di partenza dei designer nel creare la nuova collezione è stato osservare il loro ambiente circostante e il modo di vestire delle persone nella loro vita quotidiana. Il loro punto di forza è sovvertire questi codici stilistici, notare ciò che normalmente non viene notato e trasformare il banale in qualcosa di prezioso. Dopo aver osservato lo stile dei milanesi, Benjamin A. Huseby e Serhat Işık hanno notato che in molti indossano il piumino 100 grammi, leggero ed essenziale quasi quanto le T-shirt. La ricerca di questo capo si è trasformata in una sfida entusiasmante, che ha convertito il piumino da capo non particolarmente accattivante a qualcosa di bello fino a farlo diventare un caposaldo della collezione. La collezione è caratterizzata principalmente dalle tonalità del nero e del grigio, per mettere in evidenza le silhouette, i tessuti e le tecniche di lavorazione.

“I vestiti hanno il potere di darti visibilità, funzionano come una sorta di ‘mantello magico’. Rimani invisibile fino a quando non ti vesti in modo visibile, è il fenomeno di Cenerentola, la realtà dei supereroi, dove la veste diventa armatura. Vogliamo dare a tutti questo potere mentre li invitiamo a tornare a palazzo. Lo spirito di Trussardi è sempre stato quello di guardare alla moda in modo democratico,” Benjamin A. Huseby, Serhat Işık.

La musica della sfilata fonde il background dei designer con quello di Trussardi, a partire dai pionieri della musica industriale tedesca Einstürzende Neubauten (traducibile in nuovi edifici che crollano), che usavano trapani ad aria compressa come strumenti. La colonna sonora si conclude con una composizione de La Gatta Cenerentola, una favola musicale di Roberto De Simone in dialetto napoletano, un adattamento dell’originale fiaba italiana del XVII secolo che sarebbe poi diventata nota come Cenerentola. I severi colpi di tamburo della musica industriale tedesca e della musica popolare italiana creano increspature nelle pareti di Mylar specchiato che circondano la passerella. Come uno specchio magico, collegano il passato e il futuro in un ciclo eterno.

MALO HA CELEBRATO 50 ANNI DI STORIA A 10 CORSO COMO


In occasione della Milano Fashion Week(febbraio 2022), Malo Cashmere ha dato il via alle celebrazioni dei suoi 50 anni di storia con uno speciale evento ospitato da 10 Corso Como.

Durante l’evento, la storica maison, fondata a Firenze nel 1972, ha presentato una capsule collection di abiti che rappresentano la massima espressione della maestria e dell’artigianalità Made in Malo.

Una collezione ispirata al mondo dell’Art Déco, che si riflette nell’anima ancienne e romantica dei capi: il cashmere più sottile, fibra principe della maison, crea pizzi, ruches e dettagli inediti. Abiti preziosi dalla femminilità delicata, discreta, raffinata. Una capsule che esprime la trasformazione della maglieria in haute couture tramite complesse e raffinate lavorazioni, tra le quali troviamo i pizzi rachel, i trafori a disegno e le coste scambiate a motivo. Un gioco di contrasti e tinture a mano tra tradizione e avanguardia.

In accostamento a questi abiti inediti, anche alcuni capi della collezione AI 2022/23 “Autenthic Charme”, volutamente inseriti nella stessa location per sottolineare la maestria nel saper riprodurre sia pizzi antichi che capi moderni.

«Siamo felici e orgogliosi di celebraremezzo secolo di storia, – dichiara la Proprietà – una storia fatta di alta qualità, stile senza tempo, lusso soffuso, grande capacità manifatturiera. La capsule che abbiamo presentato è la quintessenza di tutto questo e rappresenta tutto l’amore e la passione che solo le sapienti mani dei nostri artigiani sanno trasferire nei capi firmati Malo. La nostra è un’idea di moda da sempre orientata alla cultura del ben fatto, che richiede tempi lunghi e dilatati per ottenere capi di grande pregio, capaci di durare nel tempo e di vivere generazione dopo generazione. Un ideale, una filosofia che abbiamo voluto suggellare con la presentazione di questi abiti inediti, simbolo di eccellenza, attenzione al più piccolo dettaglio e valorizzazione del nostro, inestimabile, patrimonio artigianale».

Quello della Milano Fashion Week è uno dei primi appuntamenti nell’agenda di eventi in Italia e nelle boutique all’estero, che si svilupperanno nel corso di tutto il 2022, per le celebrazioni dei 50 anni di Malo.

ROMA VS NEW YORK- IL MARGUTTA DAL 3 MARZO AL 15 MAGGIO

Aprirà giovedì 3 marzo, sino al 15 maggio, l’esposizione “Roma vs New York”, ideata e organizzata da Michele Telari e Tina Vannini, curata da Francesca Barbi Marinetti, presso il ristorante Il MarguttaVeggy Food & Art

Il Margutta – “Roma vs New York”, le due città a confronto nei dipinti di Michele Telari

Scorci apparentemente anonimi e altri incredibilmente iconici di due grandi città “immortali”. Le opere sono il risultato di una lunga e costante ricerca che sfronda l’efficacia di generi apparentemente lontani per recuperare una tensione emotiva e magica del segno pittorico”, spiega la curatrice Francesca Barbi Marinetti

Roma e New York nelle atmosfere romantiche e malinconiche di Rainman, all’anagrafe Michele Telari. I suoi dipinti immortalano due città iconiche, tanto contrastanti quanto vicine. Si potranno ammirare da giovedì 3 marzo, vernissage contingentato ore 19:00, sino a domenica 15 maggio, con l’esposizione “Roma vs New York”, ideata e organizzata da Michele Telari e Tina Vannini, curata da Francesca Barbi Marinetti,ospitata presso il ristorante Il Margutta Veggy Food & Art, in via Margutta 118 a Roma. Circa venti i dipinti presenti, con tecniche e formati differenti. Ingresso libero, tutti i giorni dalle 10 alle 24.

In mostra scorci apparentemente anonimi e altri incredibilmente iconici di due grandi città “immortali”, ognuna a suo modo. Da un lato Roma, eterna e culturalmente ricchissima Caput Mundi, dall’altro New York, culla del progresso e simbolo della globalizzazione “hic et nunc”. “L’idea della mostra nasce dal desiderio di “avvicinare” queste due città, così diverse ma al contempo così affascinanti – dichiara l’artista Michele Telari – accostando paesaggi e scorci cittadini che possono essere più simili di quanto si pensi. Due città che amo particolamente: della prima mi ha sempre affascinato lo sviluppo verticale delle sue architetture, la vita frenetica e le infinite opportunità che riesce a offrire; della seconda, avendo studiato all’Accademia di Belle Arti, mi accarezza il cuore quel senso di intimità e di apparente semplicità che provo tra i vicoli poco turistici, che abbracciano storie di arte e artigianato”.

Un motivo spesso ricorrente nelle opere di Michele Telarilosi evince proprio dal suo nome d’arte, Rainmanl’uomo della pioggia”. L’artista riproduce infatti, sia emozionalmente che visivamente, frammenti di quotidianità sotto la pioggia. Un risultato che nasconde vari anni di ricerca stilistica e che ha reso il suo operare noto anche a livello internazionale. Telari, che tra i prossimi progetti vede la sua partecipazione all’Expo Dubai 2022 con cinque grandi opere dedicate a New York, una mostra a giugno a Montecarlo e una permanente a Gardone Riviera(Brescia), commenta così: “Ho sempre subìto il fascino della pioggia, dei temporali autunnali, dei suoi colori, dell’enorme energia che si scatena, come mi affascina anche la quotidianità delle persone. Un’atmosfera magica, che cerco di interpretare a mio modo, con la pioggia che funge da anello fra me e questo tipo di realtà”.

“La tecnica meticolosa di riproduzione pittorica del medium fotografico, l’illusionismo portato all’estremo da generare meraviglia e ammirazione per l’abilità tecnico-artistica, qui non sono fini a sé stessi – spiega la curatriceFrancesca Barbi Marinetti – Le tonalità, tutt’altro che fredde, piuttosto che nell’impatto di una corrispondenza di riproduzione, affinano la resa di atmosfere cromatiche dai contrasti sfuggenti di ombra e luce e dall’energia vitale del movimento incessante della città. Queste opere di Michele Telari sono il compendio di un attento studio di molteplici tecniche e stili, con una tensione visiva che non disdegna una matericità pittorica che declina la luminosità di una definizione pulita con l’espressività di un impasto più corposo e visibile mediante stesura e tocchi di spatola”.

Sono felice di ospitare le opere di Michele Telari – dichiara la titolare de “Il Margutta” Tina Vannini – perché se Roma “possiede” il mio cuore e la mia anima, New York è costantemente, e oniricamente, nella mia testa. Un accostamento unico tra due città così diverse che viene addirittura esaltato dallo stile inconfondibile di Michele, pieno di realismo e atmosfere particolari che creano emozioni contrastanti. Sono certa che i visitatori ameranno le sue opere e percepiranno, in maniera distinta, l’eternità dell’una e la grandezza dell’altra”.

Michele Telari nasce a Viterbo nel 1979. Sin da piccolo, mostra una spiccata attitudine per il Disegno. Si diploma presso il Liceo Artistico “Tuscia” di Viterbo nel 1997. Nel 2005 consegue la Laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, con una Tesi dedicata all’Iperrealismo americano. Dal 2008 al 2016 insegna e dirige la sua scuola di Pittura. Nel 2016 record personale di battuta d’Asta presso Bertolami Fine Art (Roma). Nel 2016 e 2017, è incaricato dal Governo cinese, alla progettazione e realizzazione di vetrate Tiffany a tema religioso, destinate a diverse chiese cattoliche, insieme al Maestro Vetraio Marcello Carrer. Dal 2017 al 2019 espone i suoi dipinti presso la One Art Space Gallery e la NYA Gallery a New York. Nel 2019 e nel 2021 partecipa alla prestigiosa ART Innsbruck. Dall’inizio della sua carriera ha partecipato a numerose Mostre ed Expoart in tutta Italia. Attualmente i suoi lavori sono periodicamente in Asta sulla piattaforma Catawiki, riscontrando notevoli consensi tra i collezionisti di tutta Europa.