In occasione di Paris Déco Off, la prima collezione di Schumacher Atelier Paris viene presentata nell’ex atelier dell’artista e scultore Arman, al numero 5 di rue des Grands Augustins, nel cuore del 6° arrondissement.
Questa collezione nasce da un momento fondamentale: la scoperta, da parte di Astrid Elineau, degli archivi della Maison conservati a New York. È al termine di questa immersione, durante il volo di ritorno verso Parigi, che si è imposta la domanda che ne costituisce il filo narrativo: se Frédéric Schumacher tornasse oggi a Parigi, cosa porterebbe con sé e come tradurre questo viaggio attraverso il tessile?
Pensata come un dialogo tra Parigi e New York, la collezione mette in relazione i savoir-faire, i ritmi e gli immaginari propri di ciascuna cultura. Piuttosto che contrapporre le due città, la collezione ne esplora la conversazione, fondendo raffinatezza europea e spirito inventivo americano in un racconto tessile sfaccettato, articolato simbolicamente tra giorno e notte, tra leggerezza e struttura, tra classicismo e modernità.
Il risultato è un portfolio eclettico e sofisticato di tessuti, passamanerie, carte da parati e tappeti, caratterizzato da forti contrasti di scala, texture e colore. Motivi ritmici e costruzioni tessili altamente materiche conferiscono profondità e dimensione alle superfici, creando ambienti vibranti e ricchi di personalità. Le ispirazioni spaziano dalle facciate architettoniche di New York ai quilt americani, dalle sete lionese ai giardini formali francesi, fino ai riflessi metallici della città di notte.
Fedele allo spirito Schumacher, la collezione esplora il dialogo tra disegno e materia attraverso righe architettoniche reversibili, plaid strutturati, motivi floreali pixelati, effetti moiré su denim e tessuti luminosi intrecciati con fili metallici. Le trame evocano skyline urbani, orizzonti marini, movimenti ondulati e griglie architettoniche, mentre le palette cromatiche alternano toni ricchi e profondi ad accenti vibranti, in un equilibrio calibrato tra energia e raffinatezza.
Sotto la direzione di Astrid Elineau, la collezione si distingue per l’attenzione al dettaglio e per l’originalità delle tecniche impiegate: rivestimenti murali, tessuti double face, intrecci ad alta densità, passamanerie con frange e nastri tessuti, fino a materiali ad alte prestazioni pensati per un utilizzo indoor e outdoor. Alcuni tessuti sono stati sviluppati in manifatture che collaborano abitualmente con l’alta moda, introducendo nel mondo dell’interior decoration un savoir-faire d’eccezione e finiture inedite.
Questa libertà nella scelta dei partner e delle tecniche consente di esplorare nuove costruzioni tessili e di affrontare il design con uno sguardo meno convenzionale, introducendo nuovi criteri all’interno della Maison in termini di colore, scala, composizione e trattamento grafico.
Ne nasce una collezione-manifesto che apre un nuovo capitolo nella storia di Schumacher, dove l’eredità francese e l’inventiva americana si incontrano in un linguaggio comune, sofisticato e profondamente attuale.
Noemi Brando é una delle protagoniste de “L’invisibile la nuova serie TV Rai in arrivo su Rai1 il 3 e 4 Febbraio 2026. Noemi interpreta il carabiniere Nikita, l’abbiamo vista in un ruolo molto commovente nel film “sei nell’Anima “regia di Cinzia Th Torrini , è molto bella e empatica.
La miniserie, diretta da Michele Soavi e ispirata al libro di Giacomo Di Girolamo, racconterà la lunga latitanza del boss e la caccia che ha portato alla sua cattura, con Lino Guanciale, che interpreta il Colonnello Lucio Arcidiacono del ROS, il capo della squadra che ha catturato il boss mafioso Matteo Messina Denaro con il boss interpretato da Ninni Bruschetta e la cantautrice Levante al suo debutto d’attrice.
La serie ripercorrerà le tappe fondamentali della latitanza del boss, dai primi anni Novanta, passando per le stragi di Capaci e via D’Amelio, fino al 16 gennaio 2023, giorno della sua clamorosa cattura presso la clinica La Maddalena di Palermo nel quartiere San Lorenzo.
Fanno parte del cast anche Leo Gassmann. Le riprese sono iniziate nel mese di maggio in Sicilia, in particolare a Palermo, e sono durate per tutta l’estate.
Sarà Serena Autieri, la regina del teatro musicale italiano, a vestire i panni della fascinosa Satine nel “Moulin Rouge! Il Musical” diretto da Massimo Romeo Piparo. Fascino, talento, maturità artistica, phisyque du role perfetto per questo personaggio: Serena Autieri consacra il binomio artistico con Piparo, riuscendo -grazie alla lunga e inedita programmazione di questo “spettacolo spettacolare”- a far coincidere le rispettive strade. Con la straordinaria artista, lo spettacolo sarà in scena al Sistina Chapiteau di Roma-Tor di Quintofino a domenica 1 marzo e, dopo aver infranto il muro delle 12 settimane, si avvia così verso il fantastico traguardo delle 19 settimane consecutive di programmazione.
“Sono veramente contento -commenta il direttore artistico e regista Massimo Romeo Piparo– di avere Serena al mio fianco in questo spettacolo dei record. Abbiamo condiviso tante avventure meravigliose insieme ma questa la possiamo già definire la cosiddetta ciliegina sulla torta. Serena è l’artista a cui si pensa immediatamente quando si cerca un riferimento italiano a Nicole Kidman nella sua indimenticabile interpretazione di questo ruolo nel film magistralmente diretto da Baz Luhrmann. Adesso che lo spettacolo è collaudatissimo ed è stato unanimemente riconosciuto come evento teatrale dell’ultimo decennio, sono certo che con Serena diventerà imperdibile per un pubblico ancora più vasto.”
“E’ un ruolo che aspettavo da 25 anni.” dichiara Serena Autieri. “Un sogno che ho custodito gelosamente nel mio cassetto della lingerie. Letteralmente. All’uscita del film, nel settembre 2001, scrissi un biglietto con una promessa a me stessa e lo riposi lì, insieme a una guêpière che acquistai il giorno dopo, certa che un giorno l’avrei indossata in scena nei panni di Satine. Non era solo un sogno, ma un appuntamento che si realizzerà sul palco del Sistina Chapiteau, per un vero kolossal che sfida le grandi produzioni internazionali. Farlo sotto la regia di Massimo Romeo Piparo, con cui condivido da anni un importante percorso artistico e una visione comune del teatro musicale, rende questa esperienza ancora più significativa. Alcuni sogni, quando vengono custoditi così a lungo, scelgono di diventare realtà solo nel momento e nel luogo giusto”.
Un allestimento kolossal, su un palcoscenico di oltre 30 metri interamente personalizzato con atmosfere che richiamano lo stile della Montmartre parigina e con una travolgente colonna sonora suonata dal vivo dall’Orchestra diretta da Emanuele Friello, tra costumi e coreografie mozzafiato. Serena Autieri sarà protagonista assoluta insieme a Luca Gaudiano, nel ruolo iconico di Christian, e ad un formidabile cast di oltre 30 artisti: tra gli altri Emiliano Geppetti che interpreta Harold Zidler, il carismatico istrionico impresario; Gilles Rocca nel ruolo di Santiago, il sensuale e seducente ballerino di tango, Mattia Braghero, che veste i panni del ricco Duca di Monroth, cinico e spietato contendente del cuore di Satine, Daniele Derogatis nel ruolo di Henri de Toulouse-Lautrec, il geniale e visionario pittore bohémien.
Con oltre 60.000 biglietti venduti, e un entusiasmo che cresce senza sosta, lo spettacolo, per la prima volta in Italia e prodotto su licenza della casa produttrice australiana Global Creatures -nota per il successo internazionale di “Moulin Rouge! The Musical” a Broadway-, rappresenta l’ennesima scommessa vinta da Massimo Romeo Piparo: il regista e produttore ancora una volta ha conquistato il plauso della critica e i gusti del pubblico più eterogeneo, ottenendo una risposta straordinaria alla prima versione italiana in assoluto di questo titolo cult. Inoltre, grazie alla presenza nella Capitale del Sistina Chapiteau, Piparo è riuscito a “raddoppiare” il Teatro Sistina con un nuovo luogo dal sapore internazionale, divenuto “casa” perfetta per ospitare un gioiello immersivo e sensoriale come “Moulin Rouge! Il Musical”. Un marchio, quello del Sistina, che continua a non deludere le aspettative degli spettatori: con oltre 3000 mt di tiranti, 1600 mt di ferro, 500 picchetti, 130 mt di tralicci, 3.9 tonnellate e 4200mq di pvc, una sontuosa messa in scena, doppio palcoscenico girevole e circa 90 chilometri di fili luminosi, il Sistina Chapiteau costituisce un luogo di pura meraviglia, dove emozione, passione e sentimento coinvolgono ogni sera appassionati di musical, giovani, famiglie e pubblico internazionale.
Spazio Margutta ospita Carta in Fiore un progetto che celebra l’incontro tra materia e natura, dove la carta si trasforma in linguaggio poetico e forma viva, una cooperativa sociale fondata nel 1998 da Emanuela Miniati, realtà unica presente nel cuore dell’Umbria, a Ellera di Corciano in provincia di Perugia.
Carta in Fiore custodisce e rinnova una tradizione artigianale di grande valore storico e culturale, trasformando fibre naturali in fogli di carta realizzati interamente a mano, secondo l’antico procedimento della lavorazione al tino, che richiede competenza, cura e tempi lenti. Un sapere prezioso che diventa oggi strumento di innovazione sociale.
L’attività produttiva di Carta in Fiore si sviluppa a partire dalla realizzazione della carta artigianale, utilizzata per la creazione di oggetti d’arredo e idee regalo caratterizzati da qualità, originalità e sostenibilità. Tra i principali manufatti si annoverano lampade, libri artigianali, gioielli, decorazioni, ghirlande e altri prodotti artistici in carta, realizzati interamente a mano, pezzi unici che coniugano design, sostenibilità e manualità.
Elemento fondante della cooperativa è la finalità sociale: Carta in Fiore prende vita con l’obiettivo prioritario di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e diversamente abili, promuovendo percorsi di autonomia, valorizzazione delle competenze e inclusione sociale attraverso il lavoro artigianale.
La carta diventa così non solo materia prima, ma anche mezzo di inclusione, autonomia e dignità, attraverso l’integrazione tra tutela delle tradizioni manifatturiere, innovazione creativa e impegno sociale.
Carta in Fiore contribuisce allo sviluppo del territorio, alla promozione della cultura del lavoro e alla costruzione di modelli economici sostenibili e inclusivi e rappresenta un esempio virtuoso di come tradizione, creatività e responsabilità sociale possano intrecciarsi, dando vita a un progetto capace di generare valore culturale, umano ed economico per il territorio umbro che a livello nazionale.