GIOELE DIX IN “LA CORSA DIETRO IL VENTO”- DAL 7 MARZO AL SALA UMBERTO DI ROMA

produzione Centro Teatrale Bresciano in collaborazione con Giovit

distribuzione Retropalco srl

presentano

 

GIOELE DIX

in

LA CORSA DIETRO IL VENTO

Dino Buzzati o l’incanto del mondo
drammaturgia e regia Gioele Dix

 

e con VALENTINA CARDINALI

 

scene Angelo Lodi

musiche Savino Cesario

arrangiamenti Savino Cesario, Silvano Belfiore

costumi Marina Malavasi e Gentucca Bini

disegno luci Carlo Signorini

assistente alla regia Beatrice Cazzaro

audio Beppe Pelliciari – Mordente

dal 7 al 12 marzo 2023

SALA UMBERTO

 

Sotto il palazzo in cui abita un grande scrittore, piove dall’alto nel cuore della notte una pallottola di carta. Che cosa conterrà? Appunti senza importanza o versi indimenticabili da salvare? Da questo affascinante spunto, tratto da un racconto di Dino Buzzati, prende il via il nuovo spettacolo scritto e interpretato da Gioele Dix La corsa dietro il vento.

Ambientato in una sorta di laboratorio letterario, a metà fra una tipografia e un magazzino della memoria, lo spettacolo attinge dal ricchissimo forziere di racconti del grande scrittore bellunese – tra cui le celebri raccolte Sessanta racconti, Il colombre e In quel preciso momento – e compone un mosaico di personaggi e vicende umane dove ognuno di noi può ritrovare tracce di sé.

Dino Buzzati è stato scrittore, giornalista, pittore, talento multiforme, ma soprattutto un fine scrutatore d’anime. E la sua scrittura, insieme realistica e fantastica, corre sempre fulminea al punto, pur non trascurando l’eterna sospensione che caratterizza le nostre esistenze. E grazie al suo talento narrativo, assumono forma poetica paure, sogni e fantasie a noi più che familiari.

La corsa dietro il vento è un inedito viaggio teatrale grazie al quale Gioele Dix, ispirandosi a personaggi e atmosfere buzzatiane, parla (anche) di sé, dei suoi gusti, delle sue inquietudini, delle sue comiche insofferenze con l’ironia e il gusto del paradosso cui ha abituato il suo pubblico, condividendo il palcoscenico con Valentina Cardinali, giovane attrice talentuosa ed eclettica.

 

Ho cominciato a leggere i racconti di Dino Buzzati all’età di dodici anni. Sono diventati parte del mio immaginario. La sua voce assomiglia spesso alla mia. Lo considero l’inventore di racconti perfetti, che non solo ti avvincono – perché vuoi sapere come vanno a finire – ma ti lasciano sempre un segno dentro, ineffabile però familiare. 

Gioele Dix

 

 

SALA UMBERTO

Via della Mercede, 50, 00187 Roma – prenotazioni@salaumberto.com

7 – 11 marzo h 21:00

12 marzo h 17:00

prezzo biglietto da €25 a €30 disponibili su www.salaumberto.comwww.ticketone.it

MANGANO FW 23-24


 

Mangano presenta la sua collezione FW 23/24 ispirata ad una donna forte, indipendente e calata della contemporaneità. Un mix di outfit 100% Made in Italy che pongono al centro qualità e alta manifattura.


La collezione è ricca di capispalla, look da giorno, mini dress, abiti a sirena e maglieria daily to night per un guardaroba versatile e adatto ad ogni occasione d’uso, dalle working occasion alla cerimonia.

Giacche e cappotti dal taglio sartoriale, completi tuxedo, cut dress che lasciano la schiena scoperta e tanti capi in pelle, cropped top,longuette e boyfriend denim ricchi di dettagli iper femminili e sensuali.


Frange, borchie, una pioggia di Swarovski® applicati a mano anche sul jeans, sulla maglia e sulle tasche, file di bottoni logatiquasi da uniform, bluse chiuse da fiocchi morbidi e un grafico plissè.

I classici maschili, come gli spigati e i tweed, sono contrapposti al denim e alla morbida viscosa.

Questa stagione il marchio punta su un unico maxi print floreale di grande impatto opposto a una molteplicità di pezzi monocromatici, che alternano ad una classica palette invernale flash di colore.

Le silhouette giocano con i volumi in un alternarsi di over e slim. 

I materiali utilizzati: pelle, pelliccia, viscosa, filati naturali, mohair e cashmere confermano la volontà di traghettare il brand ad un livello successivo valorizzando al massimo il suo DNA.

LORO PIANA FW 23-24

Spinta da una costante ricerca di sensazioni, Loro Piana fa dell’esperienza la quintessenza del lusso e della vita en plein air, a contatto con la natura o nel contesto urbano. Uno spirito errante che questa stagione si spinge ancora più lontano, in un viaggio alla scoperta delle terre di origine delle fibre che da sempre contraddistinguono il savoir faire di Loro Piana, dal Perù alla Nuova Zelanda, dall’Australia alla Mongolia. La ricca tradizione di Loro Piana, i suoi materiali innovativi e l’eccellenza nella lavorazione delle fibre traspaiono nelle silhouette e nei colori della collezione. Linee fluide e femminili si fondono con forme più decise e maschili, la raffinatezza si sposa con la praticità, i richiami al mondo dell’equitazione si accostano a tocchi folkloristici, mentre stampe delicate giocano con texture più strutturate. Come sempre, il filo conduttore è uno spirito spontaneo e disinvolto.

La vastità, i colori e le atmosfere dei paesaggi evocati dalla collezione si riflettono nell’ampia proposta Loro Piana, che spazia da modelli eleganti a capi più resistenti, mixando materiali super leggeri con volumi più avvolgenti, da indossare in città o in mezzo alla natura. La maestria artigianale è una caratteristica onnipresente, esaltata da fibre superlative e da uno stile inconfondibile che ama giocare con i vari elementi. I cappotti hanno volumi generosi, mentre gli abiti seguono con naturalezza le linee del corpo. I capispalla e i modelli sartoriali sono ispirati al mondo dell’ippica, con pantaloni ampi che si restringono notevolmente verso il basso. Le mantelle e i cappotti, arricchiti da delicati ricami, donano un tocco di esotismo. I caban sono proposti in modelli strutturati, mentre i blouson e kilt denotano un look più rustico. La maglieria esprime comodità e disinvoltura.

Il viaggio ha inizio con i toni tenui ma intensi del Perù, la terra della vicuña, che si concretizzano in linee fluide e leggere, realizzate con una combinazione di lini, cashmere e CashDenim. Prosegue nei marroni, nei grigi e nelle nuance naturali della Nuova Zelanda, dando vita a capispalla strutturati in lane e pelli pregiate ma anche a completi in tessuti mélange leggermente più formali. I jersey oversize abbinati al tartan ci conducono in Australia, ostentando leggerezza e praticità. L’ultima tappa è la Mongolia, dove shearling e lavorazioni a maglia più consistenti nei toni della lana naturale trasmettono una sensazione di calore avvolgente.

È un viaggio che esplora diverse trame e proposte cromatiche. I mix di cashmere, seta, lino e vicuña si tingono dei colori della terra come Soil, Tea Leaves, Nougat, Nutmeg, Camel, Caramel Butter e Hay, con accenti di arancione e Forest Leaves. Il Blue Navy e il nero aggiungono profondità alla palette.

Anche gli accessori sfoggiano attitudini diverse. I modelli Extra Bag ed Extra Case, in midollino o in morbida pelle, hanno un carattere discreto, mentre la spaziosa Tasman Tote si fa notare con il suo spirito libero e avventuroso. Le borse Extra Pocket sono declinate in versioni colorate o naturali. Bale Bag, morbida e versatile, è disponibile nelle misure L e Micro, prestandosi a svariate modalità di utilizzo. Completano il look stivali da equitazione, ballerine, scarpe scollate con tacco basso, mocassini in shearling e stivali in Cashfur, abbinati a cappelli in cashmere, anche da baseball, e a berretti in maglia.

Quando gli abiti sono i migliori alleati di una vita straordinaria: eccellenza in movimento.

FERRAGAMO COLLEZIONE FW23-24


 

Per l’Autunno-Inverno 2023, Maximilian Davis torna a Hollywood, la seconda casa di Salvatore Ferragamo, per attingere ai guardaroba delle star con cui la maison ha lavorato negli anni ’50.

La loro bellezza iperfemminile, interpretata con una modernità essenziale, abbraccia un futurismo alieno che sfalsa i volumi e le silhouette dell’epoca.

“Ferragamo ha iniziato il suo percorso realizzando scarpe per i film degli anni ’30, fino a conquistare star del cinema degli anni ‘50 come Sophia Loren e Marilyn Monroe”, spiega Davis. “Ho guardato al loro glamour, alla loro bellezza e al loro modo di vestire, pensando a come renderlo moderno nel presente”.

Esplorate con la precisione lineare di Davis, le silhouette di metà secolo rivelano una purezza grafica: una gonna a ruota è realizzata in un nylon bianco ottico; un taglio cocoon ripreso dalla couture degli anni Cinquanta è applicato alle camicie e al bomber tecnico. La sartoria double face svela la sua ispirazione cinematografica attraverso linee ridotte e vite aderenti che aggiornano la tradizione nella semplicità del gabardine di lana stretch. I gioielli in bachelite sono riformati in resina trasparente, mentre i cappotti svasati e le spalle scoperte proiettano i codici storici del glamour femminile in una nuova era.

Gli squarci nei tessuti disturbano la sensibilità classica: tailleur con tagli netti, e pelli che si aprono per svelare lampi di colore, racchiudono sia l’estetica decisa di Davis che lo spirito dirompente dei motociclisti degli anni ‘50. Lo stile biker irrompe a più riprese attraverso tutta la collezione, dal velluto floccato al denim metallizzato, dalle canotte in viscosa bianca alle brogue con punte accentuate.

Le stampe esotiche degli archivi vengono scansionate e rimanipolate sulle serigrafie dei capi in shearling e degli accessori in pelle e cavallino, con una leggera distorsione “che li fa sembrare dei cimeli del passato trasportati nel futuro”. Il lessico ornamentale di una scarpa d’archivio, originariamente prodotta in oro 18 carati nel 1956, è rievocato nella forma angolare dei tacchi a spillo e nella corda intrecciata. La silhouette di una borsa della SS98 è reinventata con nuove proporzioni e nuovi elementi metallici; la Wanda bag appare in una miriade di nuove espressioni.

L’evoluzione del foulard, tra i codici primi di Ferragamo, crea un contrasto con le silhouette rigorose. “Volevo raccontare il lato più romantico degli anni Cinquanta, e i due elementi – l’etereità e il rigore – producono un contrasto così diretto che in qualche modo sembrano complementari”, spiega Davis. L’emergere di quell’eleganza languida, tradotta nelle maniche ad ala e nei drappeggi rinascimentali, fa da contrappunto al glamour raffinato e feticistico della vernice e dei mini abiti scintillanti in lamé. “E’ la mia visione di ciò che le persone degli anni ’50 penserebbero del futuro: lucentezza elevata ed effetti metallici alienati”, afferma Davis.

Il sentimento della stagione nasce dall’immaginazione e re-immaginazione di epoche ed estetiche cinematografiche disparate, scoprendo un’assoluta modernità nei nuovi codici di Ferragamo.