MARGUTTA CREATIVE DISTRICT PRESENTA LA SUA PRIMA COLLEZIONE

Via Margutta deve la sua popolarità in tutto il mondo, al presupposto di essere da sempre un luogo di residenza privilegiato per artisti, uomini e donne di cultura. Da alcuni anni è diventata il nuovo polo della creatività della capitale, grazie anche a “Spazio Margutta” un concept innovativo ideato da Grazia Marino e Antonio Falanga, nel quale la “moda” e i suoi protagonisti sono al centro delle varie iniziative.


Un forte background nel settore, ed eterogenee esperienze dirette nel campo della comunicazione e dell’organizzazione di eventi, li ha condotti quest’anno ad ideare, produrre e dedicare a “Via Margutta” la linea moda urban style “Margutta Creative District” presentata in Brera a Palazzo Cusani, durante la manifestazione HOAS History of a Style – Milano Fashion Week.

 

La collezione Autunno/Inverno 2022-23 uomo/donna, ha un carattere e uno stile ben definito e si presenta curata nei minimi particolari, non lasciando nulla al caso. Stile, qualità e innovazione sono i tratti distintivi di capi dalla vestibilità confortevole da utilizzare quotidianamente, perfetti per qualunque tipo di occasione. 

 

Un progetto originale e innovativo attento a tutte le fasi di produzione, dal filato al prodotto finito, per una vasta gamma di outfits che comprende: felpe, pantaloni, t-shirt, cappelli e bags, tutto Made in Italy. 

 

Filo conduttore della palette della collezione è la potenziale intercambiabilità fra i vari modelli: il blu abbinato al bianco, il grigio con il rosa cipria, il tutto per ottenere una mirata e complessiva armonia cromatica.

 

Grazia Marino e Antonio Falanga, promotori dello stile sartoriale italiano, completano la collezione “MarguttaCreative District” con un’esclusiva capsule collection“demi-couture” composta da caban e felpe dai tagli perfetti, particolarmente indicata per chi  ha il desiderio di indossare un urban style, nella quale i punti di forza sono unicità, eleganza e ricercatezza.

 

Photo By Salavatore Cascone




 

THEMOIRè PRESENTA LA SS23 E IL PROGETTO TOGETHER BY THEMOIRè

THEMOIRè lancia con la SS23 TOGETHER by THEMOIRè // CHAPTER 02, portando allo step successivo il macro-progetto legato al brand che si pone come obiettivo la valorizzazione dell heritage artigianale di alcune minoranze in situazioni di vulnerabilità, convertendolo in prodotti attraverso i qualifinanziare iniziative sul territorio.

TOGETHER by THEMOIRè // CHAPTER 02 è stato realizzato ad Antananarivo, Madagascar, uno dei paesi più poveri nel mondo. Collaborando con un collettivo di donne impegnate nella lavorazione della rafia – un materiale naturale di cui il Madagascar è uno dei primi produttori mondiali – che ha come mission quella di supportare la loro indipendenza economica e la loro autodeterminazione.

Con il loro contributo sono state realizzate tre differenti varianti della best seller BIOS e GEA, delle clutch con tracolla, caratterizzata da uno shape morbido, moderno e raffinato.

Per questa capsule collection i due modelli iconici di THEMOIRè sono stati realizzati in 100% rafia, completati dall’iconica cerniera in vegan PU. Inoltre la rafia proviene da una palma tropicale endemica di provenienza locale e la sua raccolta è un processo simile alla potatura, che contribuisce alla salute generale della pianta. Le fibre ottenute attraverso questo processo sono eccezionalmente elastiche e durevoli. Maxi frange, una texture mossa e riccioluta, oltra a una versione crochet che ingloba piccole sfere metalliche, caratterizzano questi accessori presentati in toni naturali, buganville e giallo vivido.



Parte dei profitti della vendita di questa capsule saranno reinvestiti sostenendo l’orfanotrofio malgascio dell’Associazione Avoko. Prendersi cura di questi bambini significa scommettere su un futuro migliore, perché a loro spetterà il compito di costruire una società migliore. Anche piccole azioni individuali possono supportare grandi sogni per una realtà più responsabile.

GIUSEPPE ZANOTTI PRESENTA LA COLLEZIONE SS 23 DURANTE LA FASHION WEEK MILANESE

 Giuseppe Zanotti celebra la nuova stagione Primavera/Estate2023 con una collezione femminile econsapevole. Il piede diventa un espediente da impreziosire: stili ridisegnati con nuove linee o adornati da composizioni uniche di pietre e ricami. O ancora cavigliere estreme composte da piogge di cristalli multisize che bilanciano modellerie di ispirazione classica, rinnovate dall’audacia delle suole sfilate.

 Immancabile il gioco degli eccessi che grazie a magici equilibri renderaffinate e armoniose anche leeccessive platform che si fondono invece con eleganti modelli. 

 Nei colori predomina il nero, con accenti di argento specchiato ed effetti oleografici multicolor.La collezione uomo punta invece al comfort a tutto tondo: dai volumi ai materiali, nulla è lasciato al caso. La nuova slipper dalla forma avvolgente è leggera e morbidissima, idem per il nuovo sandalo rock-gladiator ingentilito grazie alla sua pianta generosa e alle soffici econfortevoli bombature.

 La sera, l’ormai classica tuxedo-loafer in vernice nero viene dissacrata da una maxi chain in oro che la trasforma in una calzatura innovativa ed esclusiva.

Nel mondo sneaker, la protagonista è la nuova GZ94, una rivisitazione contemporanea della prima iconica double zip Zanotti. Il nuovo fondo ela nuova forma creano così un twist fresco e inedito per la più iconica e versatile delle sneaker Zanotti. 

SPORTMAX SS23

Di queste forme, qual è “bouba” e quale “kiki”? Bouba e Kiki è il suono di Sportmax per la Primavera/Estate 2023, due parole che non significano nulla, eppure sono cariche di senso. Un esercizio di dualismi per recuperare il senso di un’innocenza perduta. Una dichiarazione di libertà dalle verità monolitiche, dal conformismo, dalle idee oppressive. Le forme hanno un suono? Nel 1929 se lo domanda lo studioso tedesco-americano Wolfgang Köhler sull’isola di Tenerife e inizia a mostrare a una serie di persone due forme astratte, domandando loro di associare a ciascuna i suoni “takete” e “baluba”. La maggioranza indica per il segno frastagliato “takete” e “baluba” per quello tondeggiante. Nel 2001 il neuroscienziato indiano Vilayanur S. Ramachandran e il collega statunitense Edward Hubbard ripetono l’esperimento, questa volta prendendo come campione degli studenti americani e indiani di lingua tamil a cui mostrano le stesse forme e chiedono di indicare cosa è “bouba” e cosa “kiki”. La maggioranza delle persone ricalca la scelta di tanti anni prima: “bouba” è arrotondata, “kiki” più appuntita. Il che dimostra come nel cervello umano si creino forti connessioni tra i suoni e le forme che ci appaiono davanti agli occhi, coinvolgendo anche gli altri sensi e influenzando il nostro modo di percepire gli altri. Su questa sinestesia, ovvero la contaminazione dei sensi nella percezione, Sportmax costruisce un collage alchemico di elementi che trovano il proprio equilibrio e trascendono ogni logica spiegazione. L’abbinamento istintivo di silhouette, colori, texture, movimenti e suoni dà vita a un’estetica alla ricerca, di quell’innocenza tipica dei bambini, del loro sguardo di continua meraviglia. Bouba/Kiki è un invito ad abbracciare i dualismi, mescolando l’alieno al familiare. Al lasciar emergere il gusto CAMP, in una celebrazione di creatività sfrontata, fragorosa. Geometrico e organico. Naturale e artificiale. Ultra-casual e stravagante. Da questi contrasti nascono look minimali fino a trasformarsi in una second skin. Ma anche fantasie che ammantano il corpo di un’energia ipnotica e luminescente, alternate a volumi scultorei di gonne dal sapore techno-couture che si abbinano a top ridottissimi. E ci sono accenti streetwear riletti ironicamente come se fossero look da gran sera, con le maniche extra-long e gli orli simili a uno strascico da red carpet. I colori sono accesi, dai toni acidi a quelli pastello, alle tinte più profonde, completati da tocchi di bianco ottico e di pure black. Le stampe sono optical, affiancate da motivi psichedelici e texture dal padding-effect che evidenziano la sensazione tattile. Tra gli accessori spiccano gli stivali, modellati sulla gamba come una seconda pelle. E le borse dall’effetto anti-stress. Le shapes ispirate a epoche differenti vengono smontate e riassemblate, polarizzando i dressing code. Dalle linee ad A con le spalle strette, la vita bassa e la gran svasatura della gonna degli anni ‘50; alla space age degli anni ‘60 dove si immaginavano abiti futuribili; alla contro-cultura anni ’90, fatta di suggestioni cyberpunk cresciute in seno alla scena della musica techno e dei rave clandestini. La collezione diventa così una sperimentazione incessante, tra universi Sugarpunk, Psycho-chic e Techno-couture che si mescolano insieme in un’affermazione di alterità, allergica ai conformismi e alla continua ricerca dell’estremo. 

Photo Courtesy: SPORTMAX