MALO HA CELEBRATO 50 ANNI DI STORIA A 10 CORSO COMO


In occasione della Milano Fashion Week(febbraio 2022), Malo Cashmere ha dato il via alle celebrazioni dei suoi 50 anni di storia con uno speciale evento ospitato da 10 Corso Como.

Durante l’evento, la storica maison, fondata a Firenze nel 1972, ha presentato una capsule collection di abiti che rappresentano la massima espressione della maestria e dell’artigianalità Made in Malo.

Una collezione ispirata al mondo dell’Art Déco, che si riflette nell’anima ancienne e romantica dei capi: il cashmere più sottile, fibra principe della maison, crea pizzi, ruches e dettagli inediti. Abiti preziosi dalla femminilità delicata, discreta, raffinata. Una capsule che esprime la trasformazione della maglieria in haute couture tramite complesse e raffinate lavorazioni, tra le quali troviamo i pizzi rachel, i trafori a disegno e le coste scambiate a motivo. Un gioco di contrasti e tinture a mano tra tradizione e avanguardia.

In accostamento a questi abiti inediti, anche alcuni capi della collezione AI 2022/23 “Autenthic Charme”, volutamente inseriti nella stessa location per sottolineare la maestria nel saper riprodurre sia pizzi antichi che capi moderni.

«Siamo felici e orgogliosi di celebraremezzo secolo di storia, – dichiara la Proprietà – una storia fatta di alta qualità, stile senza tempo, lusso soffuso, grande capacità manifatturiera. La capsule che abbiamo presentato è la quintessenza di tutto questo e rappresenta tutto l’amore e la passione che solo le sapienti mani dei nostri artigiani sanno trasferire nei capi firmati Malo. La nostra è un’idea di moda da sempre orientata alla cultura del ben fatto, che richiede tempi lunghi e dilatati per ottenere capi di grande pregio, capaci di durare nel tempo e di vivere generazione dopo generazione. Un ideale, una filosofia che abbiamo voluto suggellare con la presentazione di questi abiti inediti, simbolo di eccellenza, attenzione al più piccolo dettaglio e valorizzazione del nostro, inestimabile, patrimonio artigianale».

Quello della Milano Fashion Week è uno dei primi appuntamenti nell’agenda di eventi in Italia e nelle boutique all’estero, che si svilupperanno nel corso di tutto il 2022, per le celebrazioni dei 50 anni di Malo.

ROMA VS NEW YORK- IL MARGUTTA DAL 3 MARZO AL 15 MAGGIO

Aprirà giovedì 3 marzo, sino al 15 maggio, l’esposizione “Roma vs New York”, ideata e organizzata da Michele Telari e Tina Vannini, curata da Francesca Barbi Marinetti, presso il ristorante Il MarguttaVeggy Food & Art

Il Margutta – “Roma vs New York”, le due città a confronto nei dipinti di Michele Telari

Scorci apparentemente anonimi e altri incredibilmente iconici di due grandi città “immortali”. “Le opere sono il risultato di una lunga e costante ricerca che sfronda l’efficacia di generi apparentemente lontani per recuperare una tensione emotiva e magica del segno pittorico”, spiega la curatrice Francesca Barbi Marinetti

Roma e New York nelle atmosfere romantiche e malinconiche di Rainman, all’anagrafe Michele Telari. I suoi dipinti immortalano due città iconiche, tanto contrastanti quanto vicine. Si potranno ammirare da giovedì 3 marzo, vernissage contingentato ore 19:00, sino a domenica 15 maggio, con l’esposizione “Roma vs New York”, ideata e organizzata da Michele Telari e Tina Vannini, curata da Francesca Barbi Marinetti,ospitata presso il ristorante Il Margutta Veggy Food & Art, in via Margutta 118 a Roma. Circa venti i dipinti presenti, con tecniche e formati differenti. Ingresso libero, tutti i giorni dalle 10 alle 24.

In mostra scorci apparentemente anonimi e altri incredibilmente iconici di due grandi città “immortali”, ognuna a suo modo. Da un lato Roma, eterna e culturalmente ricchissima Caput Mundi, dall’altro New York, culla del progresso e simbolo della globalizzazione “hic et nunc”. “L’idea della mostra nasce dal desiderio di “avvicinare” queste due città, così diverse ma al contempo così affascinanti – dichiara l’artista Michele Telari – accostando paesaggi e scorci cittadini che possono essere più simili di quanto si pensi. Due città che amo particolamente: della prima mi ha sempre affascinato lo sviluppo verticale delle sue architetture, la vita frenetica e le infinite opportunità che riesce a offrire; della seconda, avendo studiato all’Accademia di Belle Arti, mi accarezza il cuore quel senso di intimità e di apparente semplicità che provo tra i vicoli poco turistici, che abbracciano storie di arte e artigianato”.

Un motivo spesso ricorrente nelle opere di Michele Telarilosi evince proprio dal suo nome d’arte, “Rainman, l’uomo della pioggia”. L’artista riproduce infatti, sia emozionalmente che visivamente, frammenti di quotidianità sotto la pioggia. Un risultato che nasconde vari anni di ricerca stilistica e che ha reso il suo operare noto anche a livello internazionale. Telari, che tra i prossimi progetti vede la sua partecipazione all’Expo Dubai 2022 con cinque grandi opere dedicate a New York, una mostra a giugno a Montecarlo e una permanente a Gardone Riviera(Brescia), commenta così: “Ho sempre subìto il fascino della pioggia, dei temporali autunnali, dei suoi colori, dell’enorme energia che si scatena, come mi affascina anche la quotidianità delle persone. Un’atmosfera magica, che cerco di interpretare a mio modo, con la pioggia che funge da anello fra me e questo tipo di realtà”.

“La tecnica meticolosa di riproduzione pittorica del medium fotografico, l’illusionismo portato all’estremo da generare meraviglia e ammirazione per l’abilità tecnico-artistica, qui non sono fini a sé stessi – spiega la curatriceFrancesca Barbi Marinetti – Le tonalità, tutt’altro che fredde, piuttosto che nell’impatto di una corrispondenza di riproduzione, affinano la resa di atmosfere cromatiche dai contrasti sfuggenti di ombra e luce e dall’energia vitale del movimento incessante della città. Queste opere di Michele Telari sono il compendio di un attento studio di molteplici tecniche e stili, con una tensione visiva che non disdegna una matericità pittorica che declina la luminosità di una definizione pulita con l’espressività di un impasto più corposo e visibile mediante stesura e tocchi di spatola”.

“Sono felice di ospitare le opere di Michele Telari – dichiara la titolare de “Il Margutta” Tina Vannini – perché se Roma “possiede” il mio cuore e la mia anima, New York è costantemente, e oniricamente, nella mia testa. Un accostamento unico tra due città così diverse che viene addirittura esaltato dallo stile inconfondibile di Michele, pieno di realismo e atmosfere particolari che creano emozioni contrastanti. Sono certa che i visitatori ameranno le sue opere e percepiranno, in maniera distinta, l’eternità dell’una e la grandezza dell’altra”.

Michele Telari nasce a Viterbo nel 1979. Sin da piccolo, mostra una spiccata attitudine per il Disegno. Si diploma presso il Liceo Artistico “Tuscia” di Viterbo nel 1997. Nel 2005 consegue la Laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, con una Tesi dedicata all’Iperrealismo americano. Dal 2008 al 2016 insegna e dirige la sua scuola di Pittura. Nel 2016 record personale di battuta d’Asta presso Bertolami Fine Art (Roma). Nel 2016 e 2017, è incaricato dal Governo cinese, alla progettazione e realizzazione di vetrate Tiffany a tema religioso, destinate a diverse chiese cattoliche, insieme al Maestro Vetraio Marcello Carrer. Dal 2017 al 2019 espone i suoi dipinti presso la One Art Space Gallery e la NYA Gallery a New York. Nel 2019 e nel 2021 partecipa alla prestigiosa ART Innsbruck. Dall’inizio della sua carriera ha partecipato a numerose Mostre ed Expoart in tutta Italia. Attualmente i suoi lavori sono periodicamente in Asta sulla piattaforma Catawiki, riscontrando notevoli consensi tra i collezionisti di tutta Europa.

“AN ODE TO SELF-LOVE” – GIUSEPPE ZANOTTI FW22-23

Per la stagione Autunno/Inverno 2022, Giuseppe Zanotti invita le donne a divertirsi, a svelare il loro lato più audace e usare la moda come strumento di indipendenza.



È la nuova era del self-love, in cui sentirsi e vedersi al meglio è importante. Le regole tradizionali sono riscritte per dare vita a un nuovo vocabolario, radicato in un’eleganza sfrontata e in una lussuosa e raffinata eccentricità.



Con il suo equilibrio unico di sensualità femminile e comfort, la platform è protagonista. Bebe Pixel è il modello giusto per le donne che vogliono rubare la scena. Realizzato in un’affascinante palette di colori, tra cui bordeaux intenso e blu elettrico, sfoggia un tacco punteggiato da micro strass tono su tono. Per chi non teme le altezze vertiginose, Tarifa Jewel, lavorato in pelle metallizzata con effetto specchio, è un sandalo chic arricchito da cristalli.





Celebrando un concetto di perfetta imperfezione, decorazioni di strass intenzionalmente asimmetriche danno un tocco sfavillante al sandalo con cinturino alla caviglia Adele Crystal in raso di seta, mentre un allegro mix di pietre colorate impreziosisce il sandalo stiletto Harmony Diamond in rosa fuxia.




Strass e dettagli in pelliccia si combinano nelle ironiche e glamour sling-back a punta Henriette Strass, pensate per chi non ama prendersi troppo sul serio.



Le soffici ballerine Lucreciia, rivestite in faux fur dai toni pastello, sono decorate con il nuovo logo metallico e possono essere indossate anche come comodi sabot.



Rubano i riflettori nelle grigie giornate invernali gli stivali con tacco Amaia Chain, in montone a pelo lungo per un divertente effetto yeti, mentre il modello GZ Gala Caleido è decorato da un pattern di micro cristalli degradè che rendono glam la vita di tutti i giorni … assolutamente richiesta un’attitude spontanea, very cool!




Toni pastello e dettagli scintillanti sono i tratti distintivi della collezione uomo, caratterizzata da un approccio più gender-fluid.




E’ nata una nuova sneaker: caratterizzata dalla silhouette di una scarpa da corsa, la GZ Runner è realizzata in materiali pregiati e arricchita da dettagli high-tech, tra cui gli elementi a forma di pinna di squalo che avvolgono la suola.



Modelli classici della tradizione calzaturiera britannica, tra cui derby, monk strap e slipper, sono presentati in tonalità inaspettate, come il rosa e il baby blue, o sono punteggiati da borchie, cristalli e motivi grafici di paillettes… per non porre alcun limite alla libertà di espressione del proprio stile!

SPORTMAX FW22-23 “DIAL S FOR…..”

 “Dial ‘S’ for…”: digita il tasto ‘S’ per evocare la Seduzione e la Sensualità delle Silhouette, body conscious, erotiche al di là di ogni cliché. La collezione Fall-Winter 2022 di Sportmax è un manifesto all‘empowerment, la decostruzione dell’idea feticista di femme fatale e la definizione di nuovi sex symbol attraverso la rielaborazione di archetipi. Come la biblica Lilith, prima moglie di Adamo, Kim Novak, musa di Alfred Hitchcock in La donna che visse due volte, Catherine Deneuve in versione predatrice neo-noir di Miriam si sveglia a mezzanotte, fino alla replicante retro-futurista di Blade Runner o la pin-up cartoon Jessica Rabbit di Chi ha incastrato Roger Rabbit. Costruzioni sartoriali ed esplorazione del corpo si incontrano per rivisitare le tre decadi d’oro del power dressing: gli anni ‘40 con la giacca a clessidra; gli ‘80 dalle spalle esagerate abbinate a pencil skirt, e i ‘90 dell’androginia porn-chic del tardo minimalismo. Linee quasi brutaliste, tratteggiate da materiali super stretch aderenti come una seconda pelle, definiscono nuove zone erogene. Suggestioni noir percorrono il mood di stagione che scatena un perfetto cortocircuito estetico, fatto di contrasti tra un’esposizione provocante e liberatoria e un rigore monacale. Come negli scatti di Helmut Newton, Guy Bourdin o Cheyco Leidmann, l’erotismo sofisticato esplode in scollature e spacchi sorprendenti, nel punto vita più che mai evidente. E in strutture nascoste all’interno degli abiti per esaltarne la shape, tra reinterpretazioni contemporanee di corpetti e imbottiture che segnano ad arte la figura. Anche i colori sono crepuscolari, con molto nero, il blu notte, la nuance caffé per poi lasciare spazio ai toni nudi e a sciabolate di fucsia, di rosso e ad accenti fluo per i dettagli dei vestiti doppiati in tessuto techno. I materiali spaziano dalle stoffe tipiche della sartoria, fino alla vernice e alla pelle morbidissima in studiato contrasto con certi look completamente ricoperti di strass luminescenti. Le lane sono talmente elastiche da sembrare jersey, altro tessuto chiave di stagione per valorizzare ancora una volta le forme, come negli Impossible Dress i cui lembi sono trattenuti solo da sottilissime strisce in PVC. Gli accessori parlano una lingua impetuosa, dai richiami tribali nei monili e fetish nelle décolletée dalla punta affilata e il tacco iper-slim. Le borse sono clutch in versione micro o macro, a tinta unita, stampati a effetto animalier o in vernice lucida. Il tutto raccontato in uno scenario onirico: il corridorio dalle tante porte di un albergo surreale dove si celebra la riscoperta di un’enigmatica seduttività. Mentre si diffondono le note della musica composta per la sfilata da Teho Teardo e interpretata dalle voci di J.G. Thirlwell e Olwen Fouér